Summit cultura, Landucci: Lucca si apra al mondo foto

“L’Italia è cultura e con la cultura si mangia”: questo il motto con cui si è aperto ufficialmente (dopo l’assemblea di ieri) la terza conferenza nazionale Aici, ospitata al Real Collegio di Lucca fino a domani (12 novembre). I lavori sono stati aperti con il saluto delle istituzioni locali: presenti, accanto al presidente Aici Valdo Spini, il sindaco Alessandro Tambellini, il consigliere regionale Stefano Baccelli, il presidente della Fondazione Bml Oriano Landucci ed il presidente emerito dell’ente, Alberto Del Carlo. All’ultimo minuto non sono potuti essere presenti il ministro Stefania Giannini e il ministro Dario Franceschini.

La cultura, dunque, come strumento principale da valorizzare ulteriormente per uscire fuori dalle secche di una crisi epocale: “Si tratta della sfida maggiore che abbiamo di fronte – commenta Tambellini – un obiettivo che si pone a livello internazionale. Possiamo affrontarla con gli istituti di cultura: farlo ci riporta al senso profondo della nostra vita di italiani. Siamo felici che abbiano scelto Lucca per la loro terza conferenza nazionale: ci fa bene fare il punto con loro”.
Un percorso, quello dell’Anci – al quale vanno ad aggiungersi ufficialmente la Fondazione Ragghianti e l’Accademia lucchese di scienze, lettere ed arti, che avevano presentato domanda nei mesi scorsi – all’insegna delle sinergie. E’ quanto evidenziato anche da Baccelli: “Il gioco di squadra tra le istituzioni culturali – afferma il consigliere regionale del Pd – sta dando prova che questo è lo strumento giusto per organizzare un progetto culturale per i territori. Il rischio che fossero interventi individuali ed autoreferenziali poteva esserci, ma l’Associazione permette di superare tutto questo. Gli ultimi eventi politici nascono da una mancanza di cultura, da una mancanza di valorizzazione di un’identità: momenti come questo servono a riflettere profondamente”.
Oriano Landucci ringrazia l’Aici per avere scelto Lucca e si sofferma sulle peculiarità dei lucchesi, invitandoli tuttavia ad uno slancio: “Il nostro patrimonio artistico – osserva – è rimasto quasi intatto nel tempo grazie ad una nostra caratteristica: quella di non ostentare la nostra ricchezza e la bellezza. I lucchesi sono gelosi di questo, la nascondono e la difendono. Pensiamo a concittadini eccellenti, come l’architetto don Domenico Martinelli, che tanto ha fatto e che avrebbe meritato maggiore considerazione. E’ l’ora che Lucca si apra all’Italia e all’Europa, ma dipende da tutti noi. Bisogna andare oltre i campanilismi per dimostrare che possiamo essere un luogo dove si incontrano e si sviluppano culture differenti. In questo modo potremo svelare tutte le nostre bellezze al mondo”.
L’idea di portare la conferenza a Lucca partì tuttavia ai tempi della presidenza Del Carlo: “Mi invitarono a Conversano – ricorda il presidente onorario – ed in quella sede nacque tutto questo. Valdo Spini mi chiese se potevamo essere disponibili ed io risposi che con l’aiuto delle istituzioni pubbliche, che c’è stato, si poteva fare. L’apporto della Fondazione Bml? Oggi le istituzioni culturali e quelle bancarie hanno bisogno le une delle altre. Noi dobbiamo intervenire per creare una cultura europea che nasca dal basso. Lucca è un monumento diffuso ed ambisce ad essere riconosciuta come città della cultura: spero che le associazioni oggi ospiti possano essere nostre ambasciatrici”.
A Valdo Spini, infine, il compito di aprire i lavori e di ricordare quello che è una sorta di ‘manifesto programamtico’ dell’Anci: “Vogliamo irrobustire la nostra azione – afferma – anche per portare occupazione qualificata per i giovani. Costituzione, cultura, libertà e democrazia sono i nostri punti di riferimento. Abbiamo bisogno della cultura, perché è l’unico cemento in una società in crisi: è un momento fondamentale di coesione sociale. Vogliamo valorizzare un patrimonio storico enorme, per mettere in luce le nostre radici. Collocare correttamente il nostro passato ci consente di capire meglio il presente e progettare il futuro. Aici oggi conta più di 100 soci e siamo felice di accogliere anche i due enti lucchesi che hanno fatto domanda. La svolta annunciata dal ministro Franceschini (oggi attesi, ma assente ndr) c’è stata: i contributi per l’Anci sono passati da 5 milioni e 600mila nel 2015 a 9 milioni e 685mila per il 2016: questo ci autorizza a sperare”.

Paolo Lazzari

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