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Ristoratori trovati morti in casa con il cane foto

di Roberto Salotti
Inseparabili nella vita e uniti in un drammatico destino. Hanno chiuso gli occhi per sempre insieme, Giuseppe Sartini, 69 anni, e la moglie Giuliana Nardini, 60enne, storici titolari del ristorante l’Antico Sigillo di via degli Angeli. A poche centinaia di metri dal loro locale, chiuso da lunedì scorso per malattia, i due coniugi giacevano morti. Sdraiati sul letto, con il pigiama indosso, le fedi sfilate dalle dita e adagiate sui due comodini. Sotto il materasso c’era anche il loro cagnolino esanime, trascinato nella stessa tragica fine dei suoi proprietari.

La scoperta dei cadaveri. Un dramma scoperto attorno alle 12,30 di oggi (25 febbraio) nella camera da letto dell’appartamento dei due ristoratori, al quarto e ultimo piano di un palazzo signorile di via Nuova. Ad aprire la porta è stato l’ex cuoco del ristorante, divenuto negli anni amico di famiglia. Ha aperto l’ingresso, chiuso dall’interno, con le chiavi della donna delle pulizia, scoprendo poco dopo i due cadaveri nel letto. Sconvolto, ha preso il cellulare e ha avvisato il 118, ma per Giuseppe e Giuliana non c’era più nulla da fare (nella foto a fianco con il loro cagnolino). L’ipotesi degli inquirenti è che si tratti di un duplice suicidio, anche se sarà l’autopsia a chiarire le circostanze dei decessi. Ma è questa la pista più accreditata: marito e moglie avrebbero deciso di togliersi la vita, ingerendo dei potenti sonniferi e trascinando con loro l’unica cosa che avevano di più cara al mondo, il loro cagnolino maltese. In camera da letto gli uomini della scientifica dei carabinieri hanno trovato una confezione di Stilnox, con il blister completamente vuoto e altri segni che farebbero pensare ad un suicidio condiviso della coppia di ristoratori.
Anche il cane potrebbe aver fatto la stessa fine, e sul suo corpo il sostituto procuratore Elena Leone, titolare delle indagini condotte dai carabinieri, disporrà l’autopsia da parte di un veterinario. Ad un primo esame esterno delle vittime, svolto dal medico legale Diana Bonuccelli, non sono emersi segni di violenza o tracce di sangue che possano far pensare ad altre ipotesi per spiegare la tragedia che si è consumata in quell’appartamento del centro storico. Tanti altri segnali, invece, accrediterebbero la pista del suicidio, compreso il fatto che la coppia si era chiusa in casa e aveva staccato il telefono. Inizialmente si era pensato anche ad una morte per inalazione di monossido di carbonio, causa esclusa da un sopralluogo dei vigili del fuoco: il gas era spento, così come la caldaia.
Le indagini. Forse, marito e moglie progettavano la loro fine da qualche tempo. Probabilmente già da lunedì scorso quando avevano chiuso il locale per malattia. Ed è proprio la salute precaria dei due coniugi a fare da sfondo ad un dramma, che potrebbe essere stato determinato dalla convinzione che non ci fosse più altra strada possibile che la morte.
Nessuno però aveva notato nulla di strano. Anzi, ieri mattina (24 febbraio) Giuseppe era stato visto dal barbiere Ernesto Bianchi, che ha il negozio a fianco del palazzo dei coniugi Sartini, mentre portava a spasso il cagnolino in via Mordini. “L’ho visto provato – racconta -, ma lì per lì non ci ho dato troppo peso. Però parlandone con un amico, ho constatato che mi sembrava particolarmente invecchiato. Non era più lo stesso”.
Forse, già allora conosceva il suo destino. Il suo e quello della moglie: una sorte sempre legata, la loro. “Erano inseparabili e facevano tutto insieme”, raccontano i vicini e i conoscenti increduli all’ingresso del palazzo dove i coniugi sono stati trovati morti. Da ieri mattina nessuno ne ha saputo più nulla. Fino ad oggi: in casa il telefono era stato staccato, e sono stati gli amici più stretti ad allarmarsi. L’ex dipendente del loro ristorante alla fine è andato a vedere cosa potesse essere accaduto. Si è fatto dare le chiavi dalla domestica e ha aperto il portone. Il resto, purtroppo, è la storia di una tragedia, da qualunque prospettiva la si osservi. La procura intende fare luce, anche se di ora in ora diminuiscono i dubbi su quanto sia avvenuto in quella casa.
I problemi di salute di lei, gli acciacchi della vecchiaia di lui che cominciavano a farsi sentire. Forse anche le difficoltà di andare avanti, in quella situazione, con il locale. Ipotesi, allo stato. A cui i carabinieri del Norm, diretti dal tenente Rosario Tedesco, e quelli del nucleo investigativo, cercano conferme. Oltre allo Stilnox sono stati trovati altri farmaci in casa, ma per ora nessun biglietto che possa aiutare gli inquirenti a chiarire la situazione. Sono stati aperti cassetti, controllati cestini, ma non è stato trovato nulla di rilevante per le indagini.
Solo quei due corpi, e quello del cane, sdraiato senza vita sotto il letto. Nulla che faccia pensare a violenze: un letto di morte, con ai lati le due fedi nuziali posate sul comodino. Quasi un rito, l’ultimo drammatico gesto condiviso, pensano gli inquirenti.
Del resto, la vita dei due ristoratori è sempre stata all’unisono, come racconta chi li conosceva bene. Lui, Giuseppe, aveva lavorato alle Poste prima di cambiare vita e rilevare l’Antico Sigillo. Erano gli inizi degli anni 90, e già allora i due coniugi erano insieme. Lei, Giuliana, originaria di Barga, si era lanciata in quell’impresa sempre a fianco del marito, dove fino a lunedì scorso era rimasta: sempre insieme nel locale ad accogliere i clienti. Molti dei quali affezionatissimi.
L’ultimo incontro. A vedere Giuseppe per l’ultima volta è stato il barbiere di via Mordini: “E’ passato davanti al negozio ieri mattina, tra le 9 e le 10 – racconta Ernesto Bianchi – e l’ho detto anche ai carabinieri. Giuseppe, che conosco da una vita, stava portando a spasso il suo cagnolino come faceva spesso. Ci siamo salutati, ma nulla di più. Non ho notato nulla di strano, solo mi è sembrato provato. Con un amico che era con me ci siamo detti che sembrava come invecchiato all’improvviso”. Forse, hanno pensato, anche per via delle preoccupazioni per lo stato di salute della moglie che era ammalata.
Ristorante chiuso per “malattia”. E proprio lunedì scorso marito e moglie avevano chiuso il loro locale. All’esterno, attaccato sulla saracinesca abbassata, un cartello che avvisa della chiusura “per malattia” e un messaggio di scuse con i clienti. Poche parole che agli inquirenti fanno sospettare che i due coniugi ritenessero vicina la fine. Negli ultimi giorni erano rimasti a casa, solo lui, stando ai racconti dei vicini, si è visto qualche volta in strada. L’ultima risale, per l’appunto, alla mattinata di ieri.
Due coniugi inseparabili. La coppia di ristoratori era molto nota in città. Anche se non avevano avuto mai figli, il loro matrimonio viene definito indissolubile. Nel 1990, avevano rilevato dai precedenti proprietari l’Antico Sigillo, che di recente avevano rimordenato, spostando le cucine al piano superiore. Nulla faceva pensare che avessero problemi legati alla loro attività, anche se erano noti a molti le precarie condizioni della donna, e più di recente, anche quelle di Giuseppe.

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