Quantcast

Orti scolastici, collaborazione con l’Agrario Busdraghi foto

Saranno 28 gli studenti delle classi terze dell’istituto agrario Busdraghi di Mutigliano impegnati nel seguire come tutor lo sviluppo degli orti scolastici in 15 scuole d’infanzia, primarie e secondarie del Comune di Lucca. Un progetto pilota, innovativo, che rappresenta un unicum nel panorama regionale e al quale, attraverso la collaborazione di Slow Food, si guarda con interesse anche a livello nazionale. “Questo progetto lo sentiamo nostro – ha detto lo studente Marco B., a nome anche dei suoi compagni – e daremo il massimo perché la sperimentazione riesca al meglio”.

La cornice è l’iniziativa Centomila orti in Toscana, promossa dalla Regione “con uno stanziamento iniziale di 3 milioni di euro che è stato recentemente integrato con ulteriori 300 mila euro”, ha precisato Marco Remaschi, assessore regionale con delega all’agricoltura, che ha aggiunto: “Lucca ha attuato prima e meglio di altri Comuni un punto importante del programma di governo di Enrico Rossi, mirato a rilanciare l’attività agricola come veicolo di qualificazione paesaggistica, di aggregazione sociale e di impresa produttiva”. La preparazione scientifica e l’esperienza consolidata in campo agrario e agroalimentare dell’istituto tecnico sono state sottolineate dal sindaco Alessandro Tambellini, ex docente proprio della scuola di Mutigliano, che vede nell’iniziativa “un’occasione altamente formativa, che avvicina i ragazzi alla terra, ai suoi ritmi, ai suoi valori, capace di creare comunità”. Alla presentazione dell’iniziativa anche la vicesindaco Ilaria Vietina, impegnata nello sviluppo delle relazioni tra scuola e associazioni del territorio. Al progetto regionale, volto a realizzare sul territorio una rete di orti urbani, sociali e scolastici, il Comune di Lucca ha aderito come ente pilota ottenendo un finanziamento di 90 mila euro. “Il modello che abbiamo messo a punto vede la collaborazione di Comune, associazioni, scuole: il ruolo degli studenti sarà fondamentale per il successo della sperimentazione – ha commentato Enrico Cecchetti, assessore al bilancio – e sarà anche bello vedere i giovani all’opera con i loro fratelli minori”. Esperienza che favorirà l’integrazione e che rientrerà a pieno titolo tra quelle previste per l’alternanza scuola-lavoro, obbligatoria negli ultimi tre anni degli istituti tecnici. “Il Busdraghi lavora collaborando – chiosa il professor Alessandro Giannini, docente responsabile del progetto – e questa, per noi, è l’occasione per scrivere una sorta di romanzo corale a tante mani. Non sempre è facile lavorare insieme ma quando ci riusciamo la qualità del risultato fa la differenza. I nostri ragazzi andranno nelle scuole per trasmettere le loro competenze e, in questo modo, consolidarle: sono convinto che il miglior modo di apprendere sia insegnare”. La disponibilità dell’istituto Busdraghi, rappresentato dal vicepreside Paolo Boddi, ha facilitato lo sviluppo del progetto che ha trovato un partner motivato in Slow Food. “Il cibo è un diritto, un punto di osservazione diverso in grado di raccontare la storia della relazione tra l’ambiente e le persone; nel coltivare orti si creano i presupposti perché si esprima una comunità educante – dicono Paola Bosi e Giorgio Dalsasso dell’associazione – che permette a generazioni diverse di dialogare e imparare insieme”. 

L’attività assume i connotati di un vero e proprio ‘service Learning’, un metodo pedagogico-didattico molto diffuso nei paesi anglosassoni che unisce un’attività di volontariato per la comunità e l’apprendimento, con l’acquisizione di competenze professionali, metodologiche e sociali. Gli alunni in particolare si recheranno periodicamente nelle scuole e aiuteranno il personale docente a realizzare gli orti scolastici, forniranno un supporto sui metodi e sulle pratiche di coltivazione che rispondano ai criteri di rispetto delle risorse naturali e di sostenibilità ambientale e contribuiranno a definire e sviluppare specifici percorsi didattici. L’obiettivo per la scuola, al di là dell’obbligo formativo previsto, è quello di sviluppare negli studenti competenze di natura sociale riducendo la distanza fra l’apprendimento e la vita reale, di natura educativa, in quanto le attività svolte nelle scuole educano all’incontro e alla solidarietà e di natura professionale, poiché la collaborazione con gli insegnanti delle scuole coinvolte per realizzare gli spazi ad orto e per preparare le attività didattiche rivolte agli alunni intende favorire negli studenti l’acquisizione di competenze sia di natura professionale che relazionale.

Sostieni l’informazione gratuita con una donazione

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di Lucca in Diretta, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.