Scienza dei dati, nasce il nuovo dottorato a Imt

Nasce dalla cooperazione tra scuola Imt alti studi Lucca, università di Pisa, Scuola normale superiore, Scuola Sant’Anna e centro nazionale delle ricerche il nuovo corso di dottorato in data science, il primo di questo genere in Toscana. Il corso intende formare esperti nell’area multidisciplinare e interdisciplinare della “scienza dei dati”, considerata disciplina del futuro che si sta facendo velocemente largo tra gli analisti, gli scienziati e i matematici di tutto il mondo. Il corso di dottorato è stato presentato questa mattina a Pisa, alla Scuola Normale superiore, durante una tavola rotonda alla quale per la scuola Imt hanno preso parte il direttore, Pietro Pietrini, e Guido Caldarelli, professore di Fisica teorica, esperto del settore delle reti complesse e referente per il progetto. Otto i posti messi a concorso per l’anno accademico 2017/2018, tre gli anni di durata del corso.

“Il dottorato che oggi presentiamo è frutto del lavoro dei rettori e dei referenti da loro nominati e offre agli studenti la straordinaria opportunità di sfruttare il potenziale messo a disposizione dalle cinque istituzioni del territorio – ha dichiarato il professor Pietrini – che per la prima volta si sono unite per dare vita a un progetto che ha come obiettivo primario quello di attrarre e preparare i migliori studenti in ambito big data. La Scuola Imt è lieta di essere parte attiva di questo progetto, che vede compiere un primo concreto passo verso un programma di collaborazione congiunta con le altre Scuole a ordinamento speciale e le altre istituzioni del territorio nel concorrere allo sviluppo di una rete di alta formazione nel nostro Paese”.
Gli sbocchi professionali sono i più disparati e vanno dall’ambito industriale e aziendale a quello accademico, con una domanda che supera decisamente l’offerta. La mole di informazioni che quotidianamente esperti e analisti si trovano ad analizzare, infatti, è enorme e riguarda gli ambiti più diversi. Basta pensare ai dati che si diffondono via internet e sui social network, o agli archivi digitali che raccolgono immagini, dati anagrafici, bancari, telefonici, solo per citare alcuni settori. Queste informazioni possono essere semplicemente immagazzinate, ma quando nasce l’esigenza di analizzarle e interpretarle a entrare in gioco è lo “scienziato dei dati” (data scientist), figura professionale abituata a lavorare in maniera interdisciplinare e multidisciplinare e in grado di estrapolare importanti indicazioni da una quantità notevole di dati. Tali indicazioni possono essere poi utilizzare per aiutare le realtà imprenditoriali e produttive del territorio a rilanciare e rafforzare i loro piani di sviluppo, creando un legame ancor più stretto tra ricerca e industria, specialmente in una zona che raccoglie grandi realtà e grandi distretti come quella lucchese. Non a caso questo approccio così innovativo all’approfondimento dei dati è già attivo alla scuola Imt, dove i quattro curricula (Analisi e gestione dei beni culturali, Neuroscienze cognitive, computazionali e sociali, Informatica e ingegneria dei sistemi e Economia, reti e analisi aziendale) prevedono uno scambio e un intreccio di metodi e competenze.

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