Inasprite le sanzioni per chi spara alla beccaccia

Dare un più ampio supporto scientifico all’osservatorio per la fauna e l’attività venatoria, consentire la realizzazione di manufatti per la caccia ed introdurre sanzioni, fino alla sospensione del tesserino, per le infrazioni in materia di caccia alla beccaccia. Queste alcune delle modifiche alle leggi regionali in materia di gestione faunistico venatoria (legge 3 del 1994) e di governo del territorio (legge 65 del 2014), ritenute necessarie per rispondere a specifiche esigenze venatorie. La proposta di legge è stata illustrata, questa mattina, nella seduta congiunta delle commissioni territorio e ambiente, presieduta da Stefano Baccelli (Pd) e Sviluppo economico e rurale, presieduta da Gianni Anselmi (Pd).

La proposta interviene per consentire all’osservatorio di disporre di un più ampio supporto tecnico, prevedendo che questo si possa avvalere, oltre che del Centro universitario di ricerca sulla selvaggina e sui miglioramenti ambientali (Cirsemaf), anche di altri soggetti scientifici. La modifica di legge è volta poi a consentire la realizzazione di manufatti, non solo per l’attività agricolo amatoriale e per il ricovero di animali domestici, ma anche per l’esercizio di alcuni tipi di caccia, come ad esempio quella al cinghiale, sempre nel rispetto delle norme in materia di governo del territorio rurale. La disciplina relativa alle guardie venatorie volontarie viene adeguata alla normativa statale vigente in materia di concessione della qualifica e all’ordinamento regionale in materia di organizzazione.
Per proteggere la beccaccia si inseriscono, poi, specifiche sanzioni. In particolare, si prevede una sanzione per ogni capo appartenente a questa specie abbattuto al di fuori dei periodi, degli orari e delle modalità espressamente indicate nel calendario venatorio e nel regolamento regionale. Inoltre, sempre per chi viola le norme in materia di caccia alla beccaccia potrà esserci anche la sospensione di un anno del tesserino venatorio.

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