Custodiva arsenale, in manette pensionato di Lunata foto

Un vero e proprio arsenale quello trovato in casa del pensionato 71enne di Lunata Pietro Satler, ex dipendente di un’azienda che produce protesi sanitarie. L’uomo possedeva, senza averle regolarmente denunciate, una gran varietà di armi e munizioni. Per questo Pietro Satler è finito in manette dopo un’operazione dei carabinieri.

A una perquisizione nella sua abitazione, infatti, i militari delle stazioni di Capannori e Villa Basilica, hanno ritrovato, tra l’altro, una carabina costruita artigianalmente, 12 pistole semiautomatiche, 5 revolver, un pugnale con la lama dal 29 centimetri, un pugnale da incursione, vari silenziatori, tre matite sparanti, punteruoli e uno sfollagente (custodito in auto). Nell’arsenale i militari hanno rinvenuto anche un lancia razzi e moltissime munizioni tra cui 400 calibro 22, 80 calibro 6,35, 20 calibro 7,65, 20 calibro 22 da poligono o sportive, 67 calibro 8 e oltre mezzo chilo di polvere da sparo. In casa anche un laboratorio dove costruiva e modificava e collaudava le armi. La maggior parte delle armi sia da taglio che da sparo erano tutte costruite partendo da pistole giocattolo, scaccia cani o armi ad aria compressa. Solo i due coltelli da incursore, un revolver e una pistola calibro 22 erano invece armi acquistate.
Per le due pistole l’uomo nel 1974 aveva per altro denunciato lo smarrimento e quindi, non avendo porto d’armi, adesso le deteneva in modo illecito. Il piccolo calibro 22 ‘da borsetta’ era anche stato modificato per poter essere equipaggiato con un silenziatore.
Tra le pistole detenute e costruite artigianalmente, partendo da oggetti di libera vendita, Satler aveva anche una pistola calibro 7,65 dotata di puntatore laser, un’arma da incursore anche in questo caso.

L’arresto del pensionato è stato convalidato e gli è stata comminata, in attesa del processo, la misura cautelare degli arresti domiciliari. Armi e munizioni sono ovviamente sotto sequestro.
Una vicenda su cui i carabinieri ora stanno indagando per chiarire vari aspetti, a cominciare dal fatto che l’hobby delle armi non ne giustifica la detenzione di un quantitativo così elevato. I militari, dopo varie indagini, hanno deciso di entrare in azione a seguito di segnalazioni arrivate dal territorio ai carabinieri di Capannori. Per gli inquirenti infatti è singolare il fatto che un uomo in pensione, incensurato, detenesse un arsenale.
Un vero e proprio armaiolo, con grandi capacità manuali in grado di realizzare, partendo da semplici pezzi di ferro e poco altro, delle vere e proprie armi in grado di uccidere. Le armi tutte quindi non tracciabili, perché senza numero di matricola fatta eccezione per le due originali, rappresentano infatti un arsenale che sarebbe stato estremamente appetibile per la criminalità. Il fatto stesso che molte armi fossero calibro 22, inoltre, potenzialmente le rendeva in grado di essere utilizzate in circostanze in cui è necessario operare con poco rumore senza lasciare grandi tracce. Armi in alcuni casi in grado di essere letali a corta distanza, non avendo la canna rigata.
Partendo da questi elementi e da quanto il pensionato riferirà al magistrato, i carabinieri stanno cercando di capire a cosa fosse destinato l’arsenale visto che quella del collezionismo non convince i militari.

Un laboratorio e un piccolo poligono di collaudo in casa
Dietro la casa di Pietro Satler i carabinieri hanno trovato una vera e propria officina, con tutto il necessario per costruite le armi: mole, frese, banco di lavoro, morse e molto altro. Poi c’era anche il piccolo poligono dove le armi, una volta assemblate venivano collaudate e sistemate dal punto di vista balistico per essere sicuri che fossero perfettamente funzionanti. Questo spiegherebbe il gran numero di silenziatori artigianali trovati nell’arsenale, probabilmente per attutire il rumore delle esplosioni e non insospettire i vicini. (Ga.Mo.)

 

 

 

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