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Snai per Fiom rischio trasferimento estero

Snai sciopero 3 10 16Snaitech, ancora dubbi nella vertenza. Il coordinatore nazionale della Fiom del gruppo Snaitech, Massimo Braccini, in particolare teme che, con il via libera all'acquisto da parte di Playtech di azioni Snaitech si possa rischiare lo spostamento dell'attività all'estero con progressivo svuotamento delle attività in Italia. Per questo il sindacato dei metalmeccanici mette in guardia anche il ministero dello sviluppo economico e chiede garanzie e di mettere dei paletti quando sarà il momento di rinnovare le concessioni per i giochi e le scommesse.


"Per la Consob - dice Braccini - si può procedere con l’operazione pubblica di acquisto di Playtech per le azioni Snaitech, ma non esiste nessun piano industriale riguardo le prospettive aziendali. Il baricentro dell’azienda verrà sicuramente spostato all’estero e la Snaitech rischia di rimanere una “succursale” all’interno di Playtech, con tutte le conseguenze del caso. Al tavolo l’azienda ha solo cercato di camuffare la discussione cercando di farci parlare del cambiamento di applicazione del contratto nazionale per tentare di mettere fuori il sindacato più rappresentativo, la Fiom, e nello stesso tempo per non parlare della visuale futura, anche perché crediamo che queste operazioni volino troppo alte e in pochi abbiano chiare le vere prospettive dell’azienda".
"Tuttavia - prosegue Braccini - più della metà dei lavoratori ha aderito alla nostra iniziativa (anche a chi già viene applicato il contratto del terziario) e richiesto che gli venga applicato il contratto nazionale metalmeccanico. Inoltre, chiederemo al ministero dello sviluppo economico che le concessioni pubbliche legate a queste attività siano rilasciate solo a seguito di chiare garanzie per i lavoratori e non nell’esclusivo interesse del profitto privato. In un mondo che cambia anche le politiche devono cambiare ed il settore del gioco deve risentire di un’ importante riforma".
"I costi che la collettività sta sostenendo per prevenire e curare chi ha disturbi da gioco d’azzardo sono cospicui - conclude il sindacalista - Il gioco d’azzardo è un industria a tutti gli effetti, la terza per numero di addetti in Italia, produce utili enormi ed è sempre più stretta nelle mani di pochi. Lo Stato trae enormi incassi da questo settore, ma va assolutamente regolamentato a garanzia dei cittadini e dei lavoratori e non stando a guardare operazioni di passaggi societarie poco chiare".

Ultima modifica ilSabato, 30 Giugno 2018 13:15

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