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Capobianco (Conflavoro) in commissione: "Spingiamo aziende del made in Italy nel mercato estero"

conflavoroIn un mondo sempre più globalizzato e digitale, l'internazionalizzazione d'impresa è la nuova sfida. Conflavolo Pmi, associazione datoriale con sede a Lucca, perseguendo nell'ambito nazionale la rappresentanza, la tutela, l'opera di qualificazione e lo sviluppo, nonché il riconoscimento dei valori imprenditoriali, sociali e culturali delle piccole e medie imprese del territorio, apre le porte del roadshow Il mondo ha fame di Made in Italy: si tratta di un tour in cinque tappe che toccherà altrettante regioni per informare le aziende sui grandi vantaggi dell’internazionalizzazione d’impresa e sostenerle nel rivoluzionario percorso. Il primo appuntamento è fissato per domani (8 febbraio), a Cagliari. Di sostegno alle attività nel difficile iter di sviluppo fuori dai confini italiani, della carenza di investimenti nell'impresa, della formazione di nuovi professionisti e esperti in materia ha parlato oggi (7 febbraio), durante la Commissione, riunita a palazzo Santini e presieduta da Chiara Martini, Consigliera comunale e presidente della Commissione bilancio (Pd), Roberto Capobianco, presidente nazionale di Conflavoro Pmi, sottolineando la scarsa crescita, sia interna che verso l'esterno, delle aziende sul territorio di Lucca: "Manca la cultura d'impresa e in questo ambito è molto importante l'intervento del Comune, unito a quello della Camera di Commercio. Ad oggi nessuno azzarda più ad aprire una partita Iva e questo perchè - prosegue il presidente Capobianco - manca una formazione pratica dell'attività imprenditoriale: competenze di comunicazione, relazione, mercato. Se non assumiamo, non cresciamo". Presenti anche l'assessore alle Attività produttive, Sviluppo economico e alle Politiche europee, Valentina Mercanti, Jacopo Massagli, consigliere comunale di Lucca Civica, Silvia Del Greco, Consigliera comunale Pd e Marco Martinelli, presidente del gruppo di Forza Italia. 

Risulta dunque fondamentale, in questa ottica, proporre il Made in Italy e l'eccellenza lucchese anche, in tutto il processo di produzione, grazie alla qualità delle materie prime e soprattutto dando lavoro alle imprese e questo è possibile solo: "Facendo gruppo, creando una rete tra le attività del nostro paese, cosicché possano arrivare sui mercati nuovi come un'associazione compatta e sinergica - continua Roberto Capobianco -. Le aziende di dimensioni ridotte non riescono ad entrare nel mercato internazionale, ma si presenta comunque la necessità di uscire da quello italiano, soprattutto dopo gli effetti della crisi. Per questo Conflavoro ha creato il consorzio Global Trading Network, per l'orientamento, sviluppo e crescita imprenditoriale, che è a disposizione del lavoratore e del datore di lavoro per predisporre tutte le misure necessarie. La nostra etica associativa promuove - dice Capobianco - la solidarietà e la collaborazione degli imprenditori e dei lavoratori. I consorzi e le reti sono le uniche strade percorribili in Italia per far sì che le nostre imprese vadano all’estero". Per quanto riguarda la formazione imprenditoriale: "In favore dell'espansione delle aziende e di una visione a lungo termine è necessario acquisire nuove competenze nel settore del marketimg, della gestione e della comunicazione - spiega ancora il presidente -: abbiamo infatti pensato ad un corso di formazione basato sul Marketing strategico. Ad oggi le imprese di successo sono quelle che promuovono un'immagine social, appetibile. È la strada per il consenso. Conflavoro rinnova dunque il suo impegno nella formazione di professionisti seri, nella creazione di una rete che possa permettere un'espanzione a livello internazionale del Made in Italy - conclude il presidente Roberto Capobianco -. Per non morire, le imprese non devono smettere di crescere". “Per il comune di Lucca – ha affermato l'assessore Mercanti – è un’orgoglio avere in città un’associazione di stampo nazionale perché aiuta il nostro stesso territorio. Viva il pluralismo, perché quando ci sono nuove associazioni giovani significa che c’è bisogno di un nuovo tipo di rappresentatività. La strada che vogliamo percorrere, con Conflavoro Pmi come con le altre associazioni, è quella della progettualità, della sinergia tra pubblico e privato. Aiutateci a capire come supportarvi – questo l’appello – e cresceremo tutti insieme all’insegna del pluralismo”. “La nostra associazione porta le istanze delle imprese di provincia ai tavoli istituzionali di ogni livello – ha sottolineato Capobianco – dal governo ai comuni, e ciò è fondamentale per capire e aiutare questo Paese. Chiaramente non siamo l’unica associazione in Italia ed è giusto che chiunque creda in cose diverse. Ma alla fine tutti dobbiamo avere lo stesso obiettivo: la dignità dei lavoratori e la loro tutela, ovvero le chiavi per far crescere in modo continuo l’economia tutta. Impresa aiuta impresa, lavoro chiama lavoro e non devono esserci conflitti. Anche questo è pluralismo: collaborazione tra parti sociali, coi professionisti, con il pubblico. Inoltre ciò che serve, a Lucca come in tutta Italia e questo è il nostro obiettivo primario, è una vera e propria scuola per gli imprenditori. Non ci si può improvvisare nel fare impresa, occorre formarsi a 360 gradi e conoscere diritti e doveri, ma anche i nuovi meccanismi del sistema lavoro”.

Rebecca Del Carlo

Ultima modifica ilGiovedì, 07 Febbraio 2019 18:01

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