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Sciopero marmo, le imprese: “Istituzioni ascoltino il grido d'allarme”

cava“Le migliaia di persone che oggi sono scese in piazza a Carrara dimostrano che il nostro grido d'allarme per il futuro del marmo e quindi una parte fondamentale dell'economia di Massa Carrara e della Versilia non era campato in aria". Così il presidente degli industriali di Massa Carrara, Erich Lucchetti, commenta la manifestazione apuana in difesa del marmo a cui ha partecipato oggi (1 aprile) a Carrara e al quale hanno preso parte oltre 2mila persone fra cui molti operai della Lucchesia.

"Quando fianco a fianco sfilano lavoratori, imprenditori e semplici cittadini - continua Lucchetti - questo vuol dire che la situazione è grave e che la preoccupazione per il futuro è sentita in maniera comune e condivisa. L'adesione nelle nostre imprese del lapideo e dell'indotto è stata totale – aggiunge – ma quello che più mi ha colpito è la partecipazione anche degli imprenditori di altri settori, segno evidente che è diffuso il timore per il domani della nostra economia provinciale. Da questa giornata ora dobbiamo ripartire abbandonando la logica del muro contro muro. Per questo chiediamo a Comune e Regione un periodo transitorio al fine di definire un sistema che dia certezza alle imprese perché senza certezze non ci sono investimenti e non c'è né lavoro né sviluppo”. 
"Abbiamo partecipato convintamente alla mobilitazione dei sindacati dei cavatori di Cgil e Uil – aggiunge Anselmo Ricci presidente della Cooperativa Cavatori di Gioia appena scesa dal palco dove ha tenuto uno dei discorsi del comizio finale - perché è una manifestazione non contro qualcuno, ma per qualcosa. Per avere più sviluppo e quindi più lavoro, più sicurezza e più tutela ambientale. Perché è solo con gli investimenti che si ha crescita sia quantitativa che qualitativa della produzione e della lavorazione. Quindi è necessario un periodo di armonizzazione delle normative in maniera tale da arrivare, entro la fine di questa legislatura regionale, a una situazione di certezza condivisa da tutti i soggetti". "Adesso - conclude Ricci - tutti siamo chiamati a fare un passo in avanti. Lo devono fare le istituzioni e lo dobbiamo fare anche noi cavatori. Un passo in avanti con l'obiettivo di sottoscrivere tutti assieme, istituzioni, sindacati e imprese, un accordo di programma investimenti per incrementare l'occupazione e aumentare le misure di sicurezza sul lavoro e di tutela ambientale”. 
Sostegno agli scioperanti è stato espresso anche dall'onorevole del Partito Democratico Umberto Buratti, ex sindaco di Forte dei Marmi. "Il grido di allarme c'è stato - dice - lo hanno lanciato lavoratori e imprese sia di Carrara che della Versilia, ora è tempo che le istituzioni lo ascoltino".
“È stata una giornata di sciopero molto partecipata sia dai lavoratori che dagli imprenditori – spiega Buratti -, il che dà la misura di quanto il problema sia grave e sia sentito. Mi auguro che Regione e Comuni aprano subito un tavolo di confronto per definire insieme a sindacati e imprese un percorso comune che restituisca al settore le certezze di cui ha bisogno".
"I cavatori apuo-versiliesi infatti – dice Buratti – non stanno chiedendo favori ma regole certe. E infatti una delle loro richieste è quella di una conferenza dei servizi permanente e una task force politica e tecnica che subito sia in grado di definire prontamente l’armonizzazione congiunta delle normative sia di quelle già in corso sia di quelle che stanno per essere adottate".
"Da parte mia – conclude il deputato Pd – ho già scritto al presidente della Regione Enrico Rossi chiedendogli di avviare questo percorso con l'obiettivo finale di arrivare alla definizione di un accordo quadro regionale che dentro regole chiare e condivise aiuti lo sviluppo occupazionale, la sicurezza sul lavoro e la tutela ambientale".

Ultima modifica ilLunedì, 01 Aprile 2019 18:08

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