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Caos centri per l'impiego, 70 lavoratori in agitazione

centro impiego01Agitazione per i 70 lavoratori dei Centri per l'impiego della provincia di Lucca. Che si sentono 'scaricati' dopo l'incontro avuto con l'assessore regionale Grieco e i sindacati Cgil, Cisl e Uil. 
"Siamo operatori - si legge in una nota degli operatori dei centri per l'impiego di Lucca, Viareggio e della Valle del Serchio - che da anni, talvolta anche 15-20, lavoriamo ai centr per l'impiego inquadrati nel tempo con le tipologie più diverse (incarichi a partita iva, a co.co.co., da co.co.pro. a dipendenti di cooperative in appalti di servizi). Per continuare a lavorare qui con l'ultimo appalto del 2016, abbiamo dovuto dimostrare di avere migliaia di ore di esperienza, ed ogni nostro curriculum ha ottenuto la validazione regionale. Da decenni rendiamo operative le direttive regionali, applicando le procedure definite dalla pubblica amministrazione di cui siamo tenuti a sottoscriverne gli atti di nostra competenza".


"Beffardamente consapevoli di poterci trovare disoccupati tra pochi mesi - proseguono i lavoratori - siamo gli stessi che hanno contribuito a rendere il modello toscano un esempio virtuoso a livello nazionale e che stanno per ricevere i beneficiari del reddito di cittadinanza. Sì, perché la Regione Toscana è intenzionata a bandire un concorso che non valorizzerà fin da subito la nostra esperienza. Tutto fa pensare ad una preselezione con numeri enormi di partecipanti, in cui le competenze trasversali acquisite ai centri per l'impiego a niente varranno, vista la componente fortemente aleatoria di ogni prova preselettiva. Siamo sconcertati: a pochi giorni dall'uscita del bando la Regione ha manifestato solo buone intenzioni. Le rappresentanze dei lavoratori delle aziende di servizi che ad oggi collaborano nell'erogazione dei servizi pubblici presso i centri per l'impiego, non sono state coinvolte in nessuna delle fasi di preparazione e trattativa. Chiediamo che si ponga subito rimedio a ciò e che ai tavoli tecnici siedano anche le rappresentanze dei “lavoratori in appalto”, finora esclusi. È fondamentale che nei documenti ufficiali, compreso il protocollo firmato da Regione e sindacato regionali il 15 maggio, vengano previste azioni di salvaguardia occupazionale di tutti gli operatori ad oggi in forza ai centri per l'impiego, ovviamente in ottemperanza alla legge, ai contratti e in un'ottica di trasparenza".
"Adesso - concludono i lavoratori - ci attendiamo solo una cosa: una forte volontà politica. Altrimenti, questo è indubbio, ci uniremo ai colleghi delle altre province per un'azione che, col supporto dei sindacati provinciali e dei giuslavoristi a cui ci siamo rivolti, andrà nella direzione di una controversia di grandi proporzioni".

Ultima modifica ilVenerdì, 24 Maggio 2019 15:51

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