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Industria, bene l'export. Edilizia in crisi nera

assidatiResta nella sua fase di debolezza l'economia lucchese. Questo secondo i dati aggiornati a settembre e diffusi stamani (18 dicembre) alla sede di Assindustria Lucca. Dopo un recupero iniziale l'attività produttiva nei primi 9 mesi ha continuato a rallentare (+1%). Il fatturato ha segnato un andamento analogo (0,8%). L'export invece prosegue nella sua lenta crescita, con un +2,3%. Nel manifatturiero, si riduce il ricorso alla Cig ordinaria, che rimane su livelli elevati nella straordinaria. Sul fronte del credito a settembre sono proseguite la crescita dei depositi e la flessione degli impieghi. Dall'inizio dell'anno gli affidamenti sono calati di 170 milioni per le attività manifatturiere e di 70 per le costruzioni.

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Metalmeccanica, produzione in calo ma regge export

BattiFaniCapecchiAnche le Confindustrie di Lucca, Pistoia e Prato hanno accolto l’invito di Federmeccanica a diffondere dati e informazioni sul settore meccanico, con un’iniziativa che ha coinvolto oggi, in contemporanea in tutta Italia, la federazione stessa e 60 associazioni territoriali del sistema confindustriale. Il quadro nazionale tracciato da Federmeccanica evidenzia per il trimestre luglio-settembre una diminuzione della produzione pari a -1,5% rispetto al trimestre precedente e di -1,9% rispetto allo stesso periodo del 2013. Positive invece, ma limitatamente, le esportazioni, che nel periodo gennaio-agosto segnano +0,8%. L’export continua a rimanere un punto di forza del settore, sebbene anche su questo fronte vi sia un rallentamento, dovuto in parte alle subentrate difficoltà con il mercato russo. Positivi invece i mercati di Cina e Usa. La metalmeccanica italiana fattura 400 miliardi di euro (8% del Pil) e dà lavoro a 1,8 milioni di persone.

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Export, volano i distretti calzaturiero e cartario

Nel secondo trimestre del 2014 le esportazioni dei distretti tradizionali toscani sono tornate a superare i 3,1 miliardi di euro, con un incremento del 4% rispetto allo stesso periodo del 2013. Lo rivela il Monitor di Banca Cr Firenze, secondo cui il ritmo è inferiore rispetto a quello del primo trimestre solo per il rallentamento delle esportazioni di gioielli verso gli Emirati Arabi: nel complesso, il distretto aretino perde il 12,3%. Le tensioni geo-politiche con Russia e Ucraina, secondo i ricercatori del servizio studi di Intesa Sanpaolo, non hanno
inciso in modo particolare sull'export distrettuale toscano, perché il peso di questi due paesi è inferiore rispetto a quanto si riscontra in altre realtà distrettuali e nel complesso dell'export italiano.
Sempre brillante il sistema moda: la pelletteria e calzature di Firenze cresce dell'11,9%, il tessile-abbigliamento di Prato del 10,2%, il distretto aretino della pelletteria e calzatur  segna un +32,5%, il tessile aretino arriva al +22,4%. Bene anche le calzature di Lucca (+9,1%) e di Lamporecchio (+17,2%) in difficoltà negli anni passati. Crescono il marmo di Carrara (+5,4%) grazie a Cina, Emirati Arabi e Regno Unito, e il cartario di Capannori (+6,1%).

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