Marchetti e Bianchi: “Su dimissioni polemica di bassa lega”

La polemica sulle dimissioni dell’assessore Bianchi, sollevate dal Pd dopo l’arrivo sui banchi del consiglio comunale della lettera della sua ex compagna che rivendicava il pignoramento delle indennità di assessore venute a mancare per le sue dimissioni (Leggi l’articolo), non lascia indifferenti il sindaco e il diretto interessato. Che rispondono per le rime a chi ne ha voluto fare occasione di polemica politica.
“Confermando la propria caratura – dice il sindaco Marchetti – i consiglieri di minoranza di Alternativa democratica e il Pd altopascese dimostrano ancora una volta che l’eleganza e la correttezza non sono spiccate qualità del loro bagaglio umano. Come altro si può definire la loro presa di posizione sulla vicenda personale di Alessandro Bianchi? Non voglio entrare nel merito di quanto scrive la ex-compagna di Bianchi, perché essendo proprio questioni estremamente riservate, che oltretutto coinvolgono tre minori, necessitano di una cautela molto maggiore rispetto a quella dimostrata dai consiglieri di minoranza e dal Pd. Oltretutto, come ci insegna chi è più saggio di noi, non sarebbe meglio  prima di scrivere e trinciare giudizi  ascoltare entrambe le campane e non fidarsi di una sola interpretazione della vicenda, che per definizione è di parte? Da parte mia rimango dell’idea che, al di là dei rapporti personali, in questa fase l’operato del Comune e dei suoi componenti, sia tecnici che politici, debba rimanere confinato all’aspetto amministrativo”.

“Sotto questo profilo – dice il sindaco – Bianchi ha motivato le sue dimissioni durante un consiglio comunale, massima espressione della democrazia, e, fra l’altro, ricevuto la solidarietà di quelli che oggi lo attaccano così violentemente. Io stesso ho preso atto di quanto ha dichiarato, accettando le dimissioni. Questo ha comportato il fatto che le deleghe siano state revocate e con esse l’indennità. Non avendo tutte le certezze che hanno i consiglieri di Alternativa Democratica e i membri del Pd, ho creduto opportuno procedere in tal senso, come abbiamo sempre fatto in casi analoghi. E’ compito di altri dirimere una questione privata”.
Ancora più duro l’ex assessore Bianchi: “Rimango sbalordito – dice – non tanto dal comportamento della mia ex compagna che, ormai andata via da casa abbandonando di fatto i bambini per abbracciare stili di vita aberranti per una madre e che da allora mi ha abituato ad ogni nefandezza, ma dalla minoranza altopascese che biecamente strumentalizza vicende familiari personali e specula su avversari politici con metodi che ritenevo ormai retaggio di altri tempi. Nella mia lettera al sindaco letta in Consiglio rimetto le deleghe per ben specificati motivi di famiglia dove puntualizzo che sono transitori. Tranquillizzo dunque la minoranza che mi vedranno lì seduto ancora. Nello specifico per i signori della fantapolitica altopascese dico che con la legge sulla trasparenza, redditi e rendite sono sul sito del Comune e come ben si vede io fortunatamente non vivo con l’indennità di assessore, ma con la mia onorata professione che svolgo da 30 anni. Se vi sono necessità di pignoramenti il tribunale può attingere da dove vuole. In fondo da questa mia volontaria e coscienziosa sospensione il Comune risparmia 15mila euro, ma questo sembra che alla minoranza non vada bene. In ultimo ho costruito attorno alla mia non voluta vicenda familiare un’aura di protezione attorno ai bambini che da solo accudisco da due anni, e vedere oggi tutto questo clamore mi fa specie. Ringrazio il sindaco per la fiducia accordatami e per l’auspicio rivoltomi di risolvere ogni vicenda personale e tornare a tempo pieno a svolgere al meglio la mia attività di amministratore”.

 

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