Marchetti: “Meglio le opere di messa in sicurezza che un piano di emergenza in un cassetto”

Il sindaco di Altopascio, Maurizio Marchetti, dopo l’appello del Pd ad accelerare verso il piano di emergenza per il maltempo, risponde con l’ironia al consigliere di opposizione che ha sollevato la questione: “Per una volta – dice Marchetti – sono d’accordo con il consigliere di minoranza Daniel Toci, che nel suo intervento ha veramente messo in evidenza una grave lacuna del comune di Altopascio. E’ vero, manca il piano di emergenza in caso di maltempo. Manca perché in questi anni siamo stati troppo impegnati a realizzare opere di prevenzione idrogeologica per un importo complessivo che supera i sette milioni di euro. E’ chiaro, come abbiamo detto altre volte, che sono interventi dove non si tagliano nastri e probabilmente non si accrescono consensi. Ma che valore ha il fatto che da anni Altopascio non deve fare i conti con  queste problematiche, anche quando le cosiddette bombe d’acqua fanno disastri nelle vicinanze?”.

“Mi piacerebbe chiedere a tutti i cittadini – prosegue Marchetti –  dei Comuni che hanno il loro bel piano di prevenzione e l’acqua alta un metro nelle strade e nelle case  quando piove se preferiscono il metodo Altopascio o il metodo auspicato da Toci, ovvero se preferiscono evitare che le acque arrivino oppure piangere e accusare nutrie e sfortuna quando straripa qualcosa, sia pure avendo nel cassetto un bel piano di emergenza, oltretutto sapendo che per l’acqua serve a poco, vista la devastazione che questi fenomeni producono in pochi minuti. Toci dice che non siamo esposti al rischio idrogeologico, ma non spiega perché. Allora forse è il caso di fargli capire perché Altopascio, zona esattamente uguale a quella del resto della Piana di Lucca,  si distingue in positivo quando cade tanta acqua. La risposta è molto semplice: oltre sette milioni di euro di opere di prevenzione idrogeologica,  che ricordiamo”.
“Per esempio gli interventi sulla Pescia di Collodi – elenca Marchetti – che stanno proseguendo anche in questa fase, per quello che è stato definito lo stralcio C, ovvero la parte conclusiva dell’opera, da Corte Birindelli fino a Ponte ai Pini, per un investimento superiore ai 2 milioni di euro. Questo lavoro segue il primo e secondo  stralcio, che hanno registrato lavori per circa 3 milioni di euro e altri interventi di messa in sicurezza che hanno via via interessato tutta l’area a confine con Montecarlo, da San Salvatore fino al Ponte alla Ciliegia, per arrivare al Ponte alla Ralla, eliminando i punti critici , come ad esempio in prossimità di località Birindelli e tutte le zone di difficoltà dell’area del Pescia di Collodi. Una nuova cassa di espansione è stata realizzata in tempi recenti nella zona di Riatri, che si unisce a quelle già realizzate nel corso di questi anni nella zona di Lupori e comunque nell’area 167 del paese e in via Verdi, per un intervento ritenuto determinante dagli studiosi nel caso di innalzamento delle acque a seguito di precipitazioni eccezionali. Insieme a queste opere è stata prestata massima attenzione al reticolo idraulico generale dell’intero territorio comunale e al suo collegamento con il Padule, fonte di problemi in decenni passati in caso di ostruzione dei canali”.

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