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“Note di salute”, musicoterapia come cura in Rsa

Si chiama Note di salute il progetto presentato questa mattina (8 giugno) nella sede del Rsa di Marlia. La proposta è quella di attuare sul nostro territorio un percorso innovativo dal punto di vista culturale grazie al potere lenitivo della musica che accompagna la vita dell’uomo e lo aiuta a sopportare meglio la sofferenze fisiche e psichiche, attenuando, a braccetto con le cure cliniche, il processo di miglioramento e guarigione. Data la “decadenza culturale”, determinata da più motivazioni, dei soggetti all’interno dei centri per anziani, si cerca quindi una maggiore agevolazione alla diffusione della cultura musicale e alla ricerca dell’interesse o consuetudine nell’ascolto dei brani classici. Come sostiene Valeria Massei, dirigente della zona distretto dell’Usl2 di Lucca “pur essendo sottovalutate, queste terapie innovative, sono molto efficaci e dovrebbero essere utilizzate maggiormente a favore delle persone che ne hanno bisogno”.

Un ulteriore punto a favore è quello illustrato dal dottor Marchi: “La cultura  – dice lo psichiatra e psicoterapeuta, presidente dell’Associazione lucchese arte e psicologia – ha il compito di portare la tranquillità, l’arte fa bene e si rivivono aspetti dell’infanzia che sempre sono presenti nella psiche di ogni persona”. Anche gli altri presenti alla conferenza ovvero Carla Nolledi, responsabile del settore didattico dell’associazione Con la musica, Luigi Rocchi, direttore di Casa Gori, Ilaria Carmassi, assessora al sociale del Comune di Capannori, hanno ribadito l’importanza di questa terapia. “Collaboriamo molto volentieri a questo progetto perché è improntato a migliorare la qualità della vita delle persone e, in questo caso, di coloro che vivono in strutture di cura e di assistenza, che è uno dei nostri fini istituzionali – sostiene l’assessore Ilaria Carmassi – E’ un modo inoltre di portare cultura in questi luoghi e di condividerla con le famiglie e con i cittadini interessati creando un collegamento migliore di queste strutture con la comunità”. “La musica è uno strumento molto valido per trasmettere messaggi di vario tipo, dalla solidarietà alla speranza – perché è un linguaggio universale – sostiene Carla Nolledi – ma anche per migliorare il benessere delle persone. Credo che aprire le porte di strutture socio sanitarie alla musica colta sia un passo innovativo molto importante che credo può portare benefici sia per chi è ospite sia per tutti coloro che vi erano”.
Questa iniziativa prevede tre date durante il mese di giugno: il 14 e il 21 nella sede della Rsa di Marlia e il 20 all’ospedale San Luca di Lucca con la presenza di artisti del calibro di Simone Soldati e alcuni studenti promettenti delle scuole di musica della provincia. Il tutto è stato ideato e organizzato dall’Associazione lucchese arte e psicologia, dall’azienda Usl 2 di Lucca, dal Comune di Capannori, dall’associazione Lions Club Lucca le mura, dalle cooperative sociali, dall’associazione Con la musica, dagli studi medici D33 e dall’associazione Archimede con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca. Visto il successo dei primi tre eventi sono previsti anche altri incontri con la collaborazione del Comune di Lucca, dei centri diurni per handicap, del centro di salute mentale e centro diurno dell’azienda Usl 2, delle case-famiglia, dei centri socio-sanitari, delle comunità terapeutiche e del carcere di Lucca.

 

Il progetto nel dettaglio
Le promesse del progetto
L’emozione estetica fornita dalla musica risulta, secondo molti studi compiuti nel settore della musicoterapia, tra le più profonde e suggestive, proprio per la grande sollecitazione neurosensoriale che coinvolge il nostro cervello durante l’ascolto musicale e per il profondo riverbero che in particolar modo si riversa sul versante intrapsichico conscio ed inconscio.
Infatti, visto che il primo universo sensoriale acquisito dall’essere umano in via di sviluppo è quello acustico e che già dalla vita intrauterina inizia la costruzione progressiva del proprio vissuto sonoro, ciò è strettamente legato per tutta la vita al paradigma di riferimento senso-percettivo di chiara matrice affettiva che si è costruito sulla arcaica e precoce esperienza relazionale madre-bambino. La sollecitazione neuroestetica attraverso la musica attiva talora inediti circuiti emotivo-affettivi, spesso risvegliando memorie musicali sopite o parzialmente rimosse, e questo appare di grande beneficio in particolar modo nei soggetti anziani e con decadimento delle funzioni psico-cognitive. E’ altresì nota a molti la possibilità di amplificare la gamma dei benefici della fruizione estetica musicale attraverso un approfondimento cognitivo che ne esalta le potenzialità forse meno eclatanti sul versante dell’impatto immediato neuroemozionale, ma che invece permette di apprezzare peculiarità più vicine al contesto culturale e sociale di chi ascolta. La musica quindi si propone in quest’ottica di valutazione non solo come diletto e nutrimento dell’anima, ma anche come fattore di crescita intrapsichica, culturale e sociale.

Obiettivi e finalità
Il progetto Note di Salute ha come primo obiettivo il miglioramento della qualità della vita di soggetti che attraversano un momento o un lungo periodo della loro vita di particolare sofferenza (fisica, psichica o sociale), con la finalità quindi di agevolare anche la diffusione della cultura musicale in situazioni di difficile fruibilità e laddove anche non sia frequente rintracciare interesse o consuetudine nell’ascolto di brani classici o comunque appartenenti a settori e stili musicali non commerciali. Inoltre si propone di creare una maggiore sensibilità anche nei professionisti di aiuto, permettendo un progressivo avvicinamento estetico ed affettivo alla musica più colta, con la possibilità di inserire l’ascolto guidato nella routine delle attività terapeutico-riabilitative attuate nelle strutture di assistenza e cura e di sostegno sociale. La proposta di esperienze guidate all’ascolto musicale e la realizzazione di piccoli eventi concertistici sia nell’ambito di strutture di degenza o di semiresidenzialità, con il coinvolgimento di enti ed associazioni del volontariato socio-sanitario, può nel tempo alleggerire il carico psicologico e morale che spesso incide pesantemente sulle attività operative del quotidiano, migliorando il clima interno e rimotivando gli operatori e care-giver. Iniziative come queste possono altresì innescare circuiti virtuosi nella rete territoriale della sussidiarietà, con ricadute positive sulla qualità del supporto sociale nonché, progressivamente, sul benessere della popolazione.

Teo Cicalini
Aurora Russo

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