Sversamenti dal depuratore, servono interventi strutturali
Sversamenti dal depuratore di Casa del Lupo? Solo un intervento strutturale con investimenti rilevanti può risolvere la situazione. A dirlo è l’Arpat che svolge costanti controlli sull’impianto: “L’impianto, con potenzialità di trattamento di progetto pari a 400.000 abitanti equivalenti, è controllato da Arpat – spiega l’agenzia – con una frequenza di sei volte l’anno al fine di verificare il rispetto dei limiti previsti dalla normativa ambientale. A questi controlli si aggiungono gli autocontrolli del gestore. La portata massima idraulica giornaliera dell’impianto è di 40.000 metri cubi di acque reflue. Una portata idraulica maggiore andrebbe a compromettere il ciclo biologico di depurazione dei reflui”.
I problemi però arrivano con la pioggia.
“In occasione di precipitazioni atmosferiche di particolare intensità – spiega Arpat -, la rete fognaria scarica nel pozzetto di ingresso al depuratore una quantità superiore a tale valore, saturando la capacità dell’impianto. Il refluo in eccesso tracima e confluisce nel by-pass, che immette direttamente nel corpo recettore, il rio Frizzone che confluisce nel canale Rogio. Lo scarico può protrarsi anche dopo che l’evento atmosferico è terminato, fintanto che la portata della rete fognaria non si normalizza. Negli anni scorsi il depuratore di Casa del Lupo è stato oggetto di numerose segnalazioni inerenti fenomeni di inquinamento conseguenti all’attivazione del by-pass. Personale Arpat è più volte intervenuto e i controlli hanno confermato che la problematica è strettamente connessa all’impossibilità dell’impianto di gestire volumi di reflui superiori alla propria capacità idraulica. Solamente un intervento strutturale con investimenti rilevanti, che interessi sia il rifacimento del sistema fognario, con la separazione della raccolta delle acque meteoriche da quelle reflue, che un potenziamento del depuratore potrà risolvere la problematica in modo definitivo”.

