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Aeroporto, l’opposizione attacca Menesini: “Clamoroso dietrofront e poca coerenza”

L’operazione di vendita delle quote dell’Aeroporto di Capannori è nel mirino dei gruppi di opposizione in consiglio comunale che, ricordano loro stessi, da sempre si sono battuti per evidenziare “la gravissima situazione” della società. Alle minoranze non è piaciuto l’atteggiamento dell’amministrazione Menesini, nemmeno durante l’ultimo consiglio comunale che ha dato il via libera alla vendita di gran parte delle partecipazioni societarie. “Ancor prima l’insediamento del consiglio comunale – si legge in una nota congiunta di tutti i gruppi di minoranza -, le opposizioni hanno sempre evidenziato la gravissima situazione dell’aeroporto di Tassignano. Una società di proprietà comunale, pesantemente onerosa per casse del nostro comune, che in tutti questi anni non ha mai fornito un servizio utile ai cittadini ed al territorio ma è stata invece un pensate fardello per tutta la collettività”.

“Noi dell’opposizione – va avanti la nota -, da sempre contrari al mantenimento di questa inutile struttura, siamo stati insultati e derisi, quando a più riprese avevano chiesto all’amministrazione di vendere o almeno cessare il finanziamento di questa società per evitare l’enorme spreco di denaro pubblico. Avevamo fatto anche appello alla relazione di Carlo Cottarelli, allora commissario alla revisione della spesa pubblica, incaricato dall’allora Presidente del Consiglio Letta e prontamente liquidato dal suo successore Renzi. Al tempo fummo presi per dissennati, sia in campagna elettorale che nei primi tempi del mandato perché, secondo il Pd capannorese, l’aeroporto costituiva un’enorme opportunità di crescita per la comunità. I fatti hanno dimostrato che la sinistra aveva assolutamente torto. Dov’è la coerenza?”.
L’opposizione va ancora all’attacco: “Oggi Menesini ed i suoi fanno marcia indietro, non sapendo più come gestire una struttura la cui voragine finanziaria è sotto gli occhi di tutti. Tutto questo rimangiandosi ciò che proprio il sindaco aveva detto in campagna elettorale, sperando che qualcuno possa averlo dimenticato. Menesini in consiglio comunale, nel suo consueto saccente sermone di scuola renziana è arrivato a dire che ciò che viene detto in campagna elettorale non conta assolutamente niente: come dire si può promettere e dire quello che si vuole tanto nessuno te ne chiederà conto. Bella dimostrazione di correttezza, coerenza e trasparenza. Altro fatto grave è stato quello di ignobilmente scaricare le colpe delle perdite dell’aeroporto sulle amministrazioni precedenti. Peccato che la sinistra comanda Capannori (come ama ricordare l’assessora Miccichè) da 12 anni. Forse si sono dimenticati il milione di euro spesi da Del Ghingaro per acquisire la maggioranza delle quote dell’aeroporto. Quanti i soldi buttati dalle amministrazioni di sinistra per mandare avanti questo carrozzone che non ha prodotto alcun beneficio per i cittadini di Capannori, ma ha offerto uno stipendio a qualche politico amico di coalizione? Ma anche sulla procedura esprimiamo forte la nostra perplessità. Il verbale dell’assemblea dei soci nel quale si è deciso il concordato, non è stato mai portato in alcuna commissione né tanto meno in consiglio. Viene dato come acquisito un passaggio obbligatorio considerando che si affrontano le sorti di un’azienda partecipata. In questo caso il consiglio comunale aveva il dovere e l’obbligo di discutere e votare la migliore soluzione. Una evidente anomalia procedurale”.
Poi un esame delle presunte responsabilità secondo le minoranze: “In tutta questa discussione – prosegue la nota -, per ovvi motivi di copertura delle gravi responsabilità di chi ha gestito fino ad oggi l’aeroporto, non vengono mai menzionate le colpe degli amministratori che secondo noi, ma se vogliamo anche per un senso di decenza e moralità, devono dimettersi: dopo il fantasmagorico business-plan di Eugenio Baronti in cui si parlava di opportunità per droni, innovazione tecnologica, esperimenti spaziali. Da tempo si sarebbe dovuto prendere atto che tutto era costruito per buttare fumo negli occhi dei contribuenti. Tutto si è dimostrato un clamoroso e squallido flop. Infine la questione del veto. Una clausola assurda e incomprensibile che impedirà alle aziende più capaci e interessate a un serio sviluppo, di investire in questa impresa. Ci chiediamo quale azienda sarà disposta ad investire importanti capitali in un progetto che poi non potrà pilotare perché il comune pretenderà che le decisioni vengano prese col parere dell’85% dei soci? Sarebbe stato più opportuno, proprio per permettere un futuro di crescita, lasciare al privato che rischia anche la possibilità di decidere come impiegare i propri soldi, visto che l’ente pubblico finora, ha dimostrato solo di essere capace di fare solo danni”.