Orti urbani, presentato il progetto per Altopascio foto

Con i suoi quasi 6mila metri quadrati di estensione, il primo complesso di orti urbani di Altopascio, denominato La Paduletta, verrà inaugurato nella primavera 2018. Ad annunciarlo sono stati il Sindaco, Sara D’Ambrosio e l’assessore all’ambiente e ai lavori pubblici, Daniel Toci, che questa mattina (sabato 14) in Sala Granai hanno presentato il primo progetto di orti urbani del comune. All’iniziativa hanno preso parte anche l’assessore regionale all’agricoltura, Marco Remaschi e il funzionario, Simone Sabatini, che hanno così colto l’occasione per illustrare l’iniziativa Centomila orti in Toscana, grazie alla quale il Comune di Altopascio ha ottenuto il cofinanziamento regionale di 50mila euro (altrettanti li mette l’amministrazione).

L’area della Paduletta, che si trova tra via Regione Piemonte e via Regione Emilia- Romagna, adiacente al parco Unità d’Italia e a un bosco, sarà totalmente trasformata: sorgeranno 40 orti da 40 metri quadrati l’uno, alcuni dei quali dedicati e accessibili a persone con disabilità; una recinzione correrà lungo tutto il perimetro, i vialetti condurranno gli ortisti nelle varie zone e l’area sarà facilmente raggiungibile a piedi, in bicicletta o in auto (verrà realizzato anche il parcheggio). Ci sarà la zona riservata al compostaggio e quella destinata alle attrezzature (cisterna d’accumulo dell’acqua, pozzo artesiano, locale macchine, capanno attrezzi a comune e bagni), mentre al centro si troverà lo spazio comune, un’ampia area con pergolato in legno, copertura wi-fi e fontanelli per l’acqua potabile.
“Già da queste prime informazioni – spiega il sindaco – è facile intuire come l’intervento ci permetterà non solo di inaugurare una serie di orti, ma di procedere con la riqualificazione sostanziale dell’area, andando ad incidere direttamente sul decoro, la cura e la manutenzione di un quartiere. Molto importante, poi, è l’elemento socializzazione: il sistema che abbiamo immaginato prevede anche servizi, spazi comuni e punti di aggregazione, perché il coinvolgimento delle persone non dovrà limitarsi alla coltivazione, ma a favorire momenti di incontro, di scoperta e di confronto tra diverse generazioni”.
Due gli aspetti fortemente sperimentali del progetto altopascese: il primo è rappresentato dalla collocazione degli orti, che andranno ad inserirsi in una zona densamente popolata, senza però per questo perdere le caratteristiche più tipiche di un orto-giardino così come comunemente immaginato. La seconda, invece, è data dall’aspetto gestionale e della partecipazione, del quale se ne sta occupando il consigliere comunale delegato, Marco Ghimenti: l’amministrazione, infatti, gestirà La Paduletta attraverso un’associazione, che verrà individuata tramite bando, con l’obiettivo di integrare tra loro aspetti diversi, dalla scuola al sociale, dalla filiera corta all’educazione ambientale.
“I lavori sono attualmente in corso – conclude l’assessore Toci – Per l’inizio del nuovo anno procederemo con l’assegnazione dell’area a un’associazione e per la primavera 2018 ci sarà l’inaugurazione con l’affidamento dei lotti agli ortisti. Avranno priorità i giovani e i residenti del quartiere”.
“L’iniziativa di Altopascio – ha commentato l’assessore regionale all’agricoltura Marco Remaschi – risponde a tutte le caratteristiche del progetto Centomila orti in Toscana: permetterà infatti di riqualificare uno spazio urbano offrendo a persone di tutte le età, soprattutto ai giovani, la possibilità di sperimentare concretamente l’amore per la terra e allo stesso tempo a offrire nuovi luoghi di socialità, con l’orto come occasione di incontro, di conoscenza, di condivisione. Gli orti, che fino ad ora occupavano spazi residuali, periferici, entrano nel cuore di paesi e città, per offrire spazi di incontro con la natura e per sostenere un’alimentazione sana e genuina”.
Con la fine del 2017 molti progetti, come quello di Altopascio, saranno definiti e si avvieranno i bandi per la concessione delle strutture ad associazioni e per la selezione dei singoli “ortisti” che quindi potranno presto entrare, operativamente, in azione.

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