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Capannori Servizi, polemiche sul passaggio al cda

E’ polemica per i cambi al vertice della Capannori Servizi e in particolare per il passaggio da amministratore unico ad un cda di tre persone. A mettere nel mirino l’operazione è l’opposizione in un comunicato unitario. “Le motivazioni che il sindaco adduce per questa scelta – sottolineano i gruppi di minoranza -, sono legate alla necessità di mettere in sinergia varie esperienze contabili, gestionali e amministrative in diversi campi a fronte dello sviluppo della società di servizi. Ricordiamo che il precedente amministratore unico, scelto a suo tempo proprio da Menesini, era stato presentato come grande esperto di contabilità aziendale e dotato di grandi capacità gestionali, doti di cui non abbiamo avuto motivo di dubitare durante la sua conduzione della società, per cui ci è difficile comprendere questo improvviso cambio della guardia”.

“Forse – ha aggiunto – c’è sotto qualche altra motivazione che l’amministrazione non vuole fare conoscere? Certo nonostante la scarsa trasparenza e la quasi completa mancanza di informazioni al Consiglio comunale che ormai contraddistingue le scelte del nostro sindaco su questioni rilevanti, ci interesserebbe far luce sulla situazione economico-finanziaria della Capannori Servizi, dato che ci risulta che liquidi le fatture con notevole ritardo. Abbiamo pertanto richiesto la convocazione della commissione consiliare preposta per avere delucidazioni. Quanto poi al giochino del nuovo cda che non costerebbe di più rispetto all’amministratore unico, preghiamo di non essere presi in giro. Se Pagnini riceveva un compenso di poco superiore alle 5mila euro l’anno, non crediamo affatto che la nuova triade venga a svolgere il suo compito gratis. Tanto più che uno viene da Villa Basilica e l’altro addirittura da Cascina, con funzioni anche di direttore generale (vantando un curriculum stratosferico benché giovanissimo). Sarà facile dire che i loro eventuali compensi non superano cumulativamente i costi attuali dato che il personale in carico alla Capannori Servizi verrà trasferito e non graverà più sul bilancio della società. Ma la società di Capannori intesa come cittadinanza dovrà pagare lo stesso i loro emolumenti – prosegue l’opposizione – Ad ogni modo continueremo a verificare i costi e i bilanci della società. Infine ci pare un po’ strano che il sindaco revisore della Capannori Servizi sia lo stesso commercialista presidente del consiglio di amministrazione di Ascit e recentemente nominato nel Cda di Retiambiente Spa dove Ascit si fonderà per incorporazione. Capannori c’è ma non tutti sono degni di essere informati”.

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