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Pulizia fiumi e canali, nascono i volontari per l’ambiente

Istituire una giornata al mese dedicata alla raccolta dei rifiuti abbandonati nei corsi d’acqua, riunendo cittadini, enti locali e aziende dei rifiuti, con l’intento di creare una buona abitudine e di controllare ancora di più il territorio.
Parte da Capannori il progetto divenuto realtà di Ismaele Ridolfi, presidente del Consorzio di Bonifica 1 Toscana Nord, che da tempo conduce una battaglia contro i rifiuti abbandonati nei canali. Nelle giornate mondiali di Legambiente prende il via l’esperimento che coinvolge le associazioni di volontariato che hanno adottato i corsi d’acqua, chiamate tutte insieme, una volta al mese, a intercettare, segnalare e radunare i rifiuti sparsi nei canali. Al loro fianco gli operai del Consorzio di Bonifica e Ascit l’azienda per lo smaltimento rifiuti di Capannori che provvederà al conferimento in discarica. Un sistema studiato a tavolino, formalizzato da una convenzione che ha trovato tutti d’accordo e che produce risultati immediati per l’ambiente.

“Una iniziativa del Consorzio dedicata al territorio per togliere la plastica dai corsi d’acqua evitando che finisca in mare – spiega Ridolfi – Un progetto denominato Salviamo le tartarughe marine, salviamo il Mediterraneo che si concretizza grazie alla disponibilità e all’entusiasmo di tantissime persone che sono i volontari per l’ambiente”.
Vetro, polistirolo, lattine ma soprattutto tanta tanta plastica compongono il materiale raccolto nei corsi d’acqua di Capannori dai volontari delle otto associazioni che hanno aderito. Dalle 9 alle 18 di sabato (28 settembre), su tutto il territorio sono stati passati in rassegna fossi e canali ripuliti dai volontari delle associazioni Gva Vorno, Misericordia Santa Gemma Galgani, Donatori S. Ginese, Presepe di Ruota, Il faro di Parezzana, Donatori di Pieve San Paolo, Atletico Gragnano e Donatori di Lunata, che hanno intercettato e sottratto all’ambiente montagne di rifiuti.
“Abbiamo aderito volentieri a questa iniziativa così importante dal punto di vista ambientale, che attraverso la collaborazione tra enti che andando al di là dei propri compiti istituzionali, raggiungono nuovi obiettivi – spiega Maurizio Gatti, presidente di Ascit – In questo caso si parla della raccolta delle plastiche che abbandonate nei corsi d’acqua non possono essere intercettate con la raccolta porta a porta”.
“Grazie quindi alla collaborazione di Ascit si chiude il cerchio: i rifiuti vengono recuperati e smaltiti, ma come sempre sarebbe meglio evitare di produrli”, chiosa Ridolfi.
E la speranza sta nelle parole di Giuseppe Acciari, magistrato della Misericordia di Santa Gemma Galgani, impegnato con un gruppo di volontari a Camigliano: “Ognuno di noi può fare qualcosa per migliorare l’ambiente, anche un gesto piccolo, unito a quello di tutti, diventa un modo per consegnare ai nostri figli un mondo migliore”.

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