Ad Artè uno spettacolo sui disturbi specifici dell’apprendimento

Si terrà venerdì (8 novembre) lo spettacolo #DSA Facciamo Luce, uno spettacolo teatrale sul tema dei disturbi specifici dell’apprendimento che sarà messo in scena dalla compagnia Teatra’ndo Vai di Marzabotto. L’evento, organizzato nell’ambito della rassegna Pedagogia Globale-Nuove Consapevolezze promossa dal Comune di Capannori in collaborazione con l’associazione Paideia, vede la collaborazione dell’associazione Aeliante. L’appuntamento è alle 20,45 ad Artè.

Lo spettacolo, scritto da Daniela Soprani per la regia di Irene Spadaro, si svolge su una trama semplice, intervallata dalla spiegazione animata dei disturbi specifici dell’apprendimento. Una storia ordinaria che riguarda tutti coloro che seguono dei ragazzi nello svolgimento dei compiti a casa, nella vita scolastica e di relazione.
La mamma di questa storia è una ricercatrice di risposte davanti all’evidente difficoltà del figlio che, nonostante l’impegno non riesce a produrre risultati. Il papà è un uomo che si interroga e che, con uno stratagemma teatrale, farà percepire al pubblico presente, quanta fatica faccia un ragazzino Dsa a rispondere velocemente a domande semplici. La storia del ragazzo è narrata attraverso piccole scene anche di vita fra pari, ma il pubblico è accompagnato a guardare oltre attraverso l’animazione scenica che ci porta dentro la testa di un Dsa, accompagnando lo sviluppo della storia dalla disperazione all’arrivo degli strumenti compensativi e dispensativi, passando per il senso di inadeguatezza fomentato dalla vergogna, dal sano dubbio di ogni genitore di non aver fatto abbastanza. Questo spettacolo da voce e corpo alle emozioni e agli attori attivi della vita di un Dsa come la conoscenza, l’inclusione, la diagnosi e il Piano didattico personalizzato che diventano personaggi che interagiscono fra loro, la cui entrata nei passaggi di vita quotidiana modifica il clima della scena, rendendo lampante al pubblico come si passi dal freddo scostante e giudicante della vergogna che tira le fila delle emozioni più avvilenti rispetto alla conoscenza e l’inclusione che aprono ariosi orizzonti.
Ingresso libero.

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