Rifiuti Zero, a Capannori tre giorni di buone pratiche

Nonostante l’allerta maltempo oltre 300 persone hanno partecipato ai diversi eventi previsti dalla tre giorni di Capannori sul tema Rifiuti Zero.
In particolare la mattinata di sabato ha visto il teatro di Capannori affollato da delegazioni di attivisti pressochè arrivati da tutta Italia oltre che da delegazioni di sindaci ed assessori provenienti da tutta Italia.

 

Oltre cinquanta la amministrazioni rappresentate mentre erano presenti anche delegazioni di aziende del settore della gestione dei rifiuti, start up ed imprese rappresentative anche di grandi distretti industriali.
Dal confronto nei workshop del pomeriggio organizzati su aree geografiche (nord, centro, sud ed isole) è scaturita poi la costituzione di un coordinamento nazionale a prevalenza di sindaci e amministratori (ma anche con la presenza di attivisti Rifiuti Zero) con il compito di iniziare un efficace coinvolgimento dei 304 comuni della lista italiana Rifiuti Zero affinchè il “peso” delle comunità (che rappresentano circa 7 milioni di abitanti) venga il più possibile adoperato nei confronti del governo, dell’Associazione nazionale dei comuni (Anci) e del consorzio nazionale degli imballaggi (Conai).
In particolare è stato ribadito quanto sia importante per la affettiva attuazione della transizione ecologica e di un sistema produttivo basato sulla economia circolare interloquire attivamente con i ministeri competenti (a partire da quello dell’ambiente anche in seguito al positivo incontro svolto tra il ministro Costa ed una delegazione di Zero Waste Italy) affinche l’approvazione dei collegati ambientali successivi all’approvazione della legge di bilancio in corso prevedano congrui stanziamenti per le riconversioni ecologiche e non solo “spiccioli”.
Il coordinamento (che rimane aperto ad ulteriori partecipazioni di altri Comuni) proprio perchè rappresentativo non solo di oltre 300 comuni ma anche di un diffuso “movimento Rifiuti Zero” vede il coinvolgimento di sindaci ed assessori a partire dal Comune di Capannori (con il sindaco Luca Menesini), di comuni capoluogo come Ascoli Piceno e di sindaci e/o assessori praticamente di tutte le regioni italiane, Narni per l’Umbria, Cupra Marittima per le Marche, Santhya per il Piemonte, Vimercate e Codevilla per la Lombardia, Carbonia per la Sardegna, Montelepre per la Sicilia, Massafra e Modugno per la Puglia, Soliera per l’Emilia Romagna, Carmignano e altre per la Toscana, presente in massa a partire dall’assessora del Comune di Livorno e dal presidente del consiglio comunale di Carrara e praticamente da una lunga scia di presenze provenienti da tutte le 10 province toscane (erano presenti ben 22 dei 40 comuni toscani aderenti a Rifiuti Zero!).
Naturalmente a questo appuntamento non potevano mancare le avanzatissime esperienze venete ed in particolare di Treviso rappresentate da Paolo Contò (Consorzio Primula / Contarina spa).
L’incontro di Capannori è stato però prima di tutto una festa nella quale la presenza e gli interventi di Paul Connett e di Esra Tat per Zero Waste Europe (rappresentata anche da Enzo Favoino e dallo scrivente) hanno contribuito a far risaltare il carattere locale-globale della rete che dal 2007 (quando il comune di Capannori per primo aderì alla strategia Zero Waste).
“La narrazione di questo percorso straordinario – dicono da Zero Waste Italy – richiamata da Paul Connett anche attraverso aneddoti divertenti ha fatto condividere a tutti i partecipanti una potente sensazione di entusiasmo per un riuscito movimento che ha saputo costellare di successi locali e nazionali (l’interesse di molti comuni alla strategia Rifiuti Zero, la sconfitta di moltissimi progetti di incenerimento e non in ultimo la rivendicazione di quel 58,4 per cento di raccolta differenziata su scala nazionale che è stato ottenuto non certo per merito dei governi ma grazie all’impegno dal basso di moltissime comunità, sindaci e di un universo di associazioni e comitati spesso vituperati ed aggraditi dalle lobby trasversali dell’industria sporca).
Il respiro globale è stato rafforzato dall’intervento della co-direttrice di Zero Waste Europe Esra Tat che alla vigilia dell’insediamento della nuova commissione europea ha snoccialato le proposte che verranno avanzate anche nella sede di Bruxelles per una corretta interpretazione della economia circolare non includente l’incenerimento ma anche (come dichiarato efficacemente da Enzo Favoino) il chemical recycling come per esempio pompato da Regione Toscana ed Eni in quel di Livorno (nel polo già inquinato di Stagno) per un’operazione mistificante volta a produrre falsi biocarburanti peraltro da ricavare dalle plastiche”.
Un momento anch’esso molto alto della tre giorni è stato la premiazione da parte di Zero Waste Italy (su istruttoria del centro ricerca Rifiuti Zero) di 4 imprese che a diversi livelli testimoniano la concreta possibilità di marciare verso rifiuti zero e circolarità. È il caso di Q-Flex che con il vetro liquido può rimpiazzare la plastica in gran parte del settore dell’imballaggio alimentare rendendo del tutto riciclabili e in ultimo compostabili così gli imballaggi, di Ecolinea che invece di proporre per feste ed eventi modalità monouso ancorchè compostabili ha deciso di fornire ben igienizzati kit di stovigliame e piatti che una volta usati possono essere poi lavati e riusati. È stato il caso di Ecolsystem che progetta e produce manufatti in plastica seconda vita da scarto di pulper delle cartiere e da plastiche miste per usi stradali e a protezione di piste ciclabili.
“Ma non solo imprese piccole e medie – conclude Zero Waste Italy – possono intraprendere questi percorsi: la premiazione di Astri, rappresentativa del macro distretto tessile di Prato (con i suoi oltre 35mila addetti) dimostra che l’economia circolare c’è già e si può applicare non su piccola scala ma anche parlando di fatturati miliardari. Astri con le sue imprese associate ricicla e rigenera decine di migliaia di tessuti usati avviandoli al mercato dell’usato ma anche producendo filati e tessuti provenienti da riciclo nel segno della centralità del recupero di materia”.

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