Capannori, parte il progetto ‘Lavoro di comunità’

Persone bisognose segnalate dai servizi sociali impiegate per le attività del terzo settore

Andare ad intercettare le risorse e le competenze delle persone per promuovere un vero cambiamento partendo proprio dall’inserimento nel tessuto territoriale ribaltando il concetto di assistenza e risposta ai bisogni.

Questo è quello che l’amministrazione Menesini cerca di fare con il progetto Lavoro di comunità sostenendo e promuovendo le persone in un contesto relazionale positivo utile a valorizzare le loro potenzialità.

Lavoro di comunità, raccogliendo l’esperienza di Fai un lavoro per la comunità, è stato avviato dallo scorso dicembre coinvolgendo un primo nucleo di cittadini in carico ai servizi sociali dell’ente. Si tratta di persone fragili, anche meno giovani, che non hanno i requisiti per accedere al reddito di cittadinanza ma che sono comunque in situazioni di svantaggio.

In concreto, queste persone ricevono un sostegno economico svolgendo un’attività specifica in linea con le proprie competenze e risorse specifiche in una delle otto realtà –  associazioni, cooperative e imprese sociali – che per il momento hanno aderito a Lavoro di comunità: Misericordia di Marlia, Misericordia Santa Gemma di Camigliano, Misericordia di Massa Macinaia e San Giusto di Compito, Cooperativa Centro Culturale Compitese, Cooperativa Sociale Nanina, Polisportiva Capannori, Associazione di volontariato NormalMente e Ostello di Capannori La Salana. A queste si potranno aggiungere altre realtà del terzo settore nei prossimi mesi.

“Un progetto particolarmente significativo che vuole ‘riattivare’ le persone in difficoltà economica e sociale inserendole in un percorso attivo grazie alla collaborazione della comunità di Capannori – commenta il vice sindaco con delega alle politiche sociali, Matteo Francesconi – Con Lavoro di comunità superiamo il mero concetto di assistenzialismo economico aiutando i cittadini a mettersi in rete in un clima di fiducia e di riconoscimento reciproco. Il senso di appartenenza a un gruppo o a una comunità è infatti una motivazione potente che spinge le persone a prendere parte a processi di costruzione collettiva, verso un’autentica inclusione”.

“Allo stesso tempo – prosegue il vice sindaco – con questo progetto intendiamo rafforzare lo spirito di solidarietà che da sempre contraddistingue il nostro territorio, stimolando il senso di vicinanza verso coloro che sono in difficoltà. In tal senso è fondamentale la sinergia che si è creata fra il nostro ente e altri soggetti del terzo settore e non solo. I risultati che giungono dalle prime persone inserite nel progetto sono  molto positivi. Stanno nascendo legami significativi, dove le persone sentono di valere ancora e di trovare la forza di riprendere in mano la propria vita: tornano a progettare, ad investire su se stessi e a vivere. Questo è per noi uno stimolo a proseguire questo percorso”.

Gli ambiti lavorativi in cui vengono impiegate le persone sono diversi. Si va dalla collaborazione alla custodia di palestra alla pulizia e al mantenimento degli spazi, dall’accompagnamento di anziani al supporto alle attività dell’associazione.

I cittadini non possono fare direttamente domanda di partecipazione a Lavoro di comunità. Sono individuati fra quelli in carico ai servizi sociali dopo un primo accesso agli sportelli PuntoInsieme di Capannori e di Marlia. In seguito, grazie al lavoro dell’equipe multidisciplinare del Comune, di cui fanno parte assistenti sociali, educatori professionali, psicologi, un esperto del lavoro e soggetti del terzo settore, viene predisposto un progetto su misura.

Al cittadino sarà poi corrisposto un compenso dal soggetto presso cui presta la propria attività grazie a un contratto di prestazione occasionale attivato con le risorse messe a disposizione dall’amministrazione comunale. Durante il percorso di inclusione all’interno delle realtà del territorio, il cittadino viene seguito da un educatore professionale del Comune.

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