Progetto di sottopasso ad Altopascio, la Lega attacca: “Solo bugie e rimpalli”

Fagni e Marconi: "Si ascolti di più il territorio e chi lo conosce"

Dal gruppo della Lega di Altopascio arriva una stoccata all’amministrazione D’Ambrosio per i ritardi nella realizzazione del sottopasso ferroviario. Scrivono i consiglieri Francesco Fagni e Simone Marconi: “Sembra non aver mai fine la tiritera riguardante il raddoppio ferroviario e quindi la risoluzione della questione del sottopasso ferroviario altopascese. Il sindaco D’Ambrosio e il suo vice (che ricordiamo annunciarono in pompa magna che la partenza dei lavori sarebbe avvenuta nel 2018) in 4 anni  hanno imbottito i giornali di bugie e trionfalismi, per coprire tutte le falle di un progetto che hanno voluto ingoiare senza batter ciglio”.

“Dicevamo fin dall’inizio che questa elaborazione, così com’era stata concepita da Rfi, non stava in piedi; dicevamo – proseguono Fagni e Marconi – che mancava di tutta una parte di studi collaterali e di dati che ritenevamo essenziali invece, per capire come poter superare i vari problemi di dislivello, di pericolosità idrogeologica, di raggi di curvatura e di vicinanza dalle abitazioni. Ci fu risposto che Rfi disponeva di fior fior di ingegneri e architetti e che non potevamo esser certo noi a sindacare il lavoro che avevano svolto”.

“Il fatto però è che noi – attaccano i consiglieri leghisti – a differenza loro, conosciamo bene il nostro territorio, le sue caratteristiche e le sue peculiarità. Lo scorso 29 settembre, poi, gli amministratori altopascesi furono invitati a Roma per partecipare alla seduta del Consiglio superiore dei lavori pubblici (organo prettamente tecnico che ha il compito di valutare la correttezza e la completezza dei progetti di così grande portata) insieme agli altri sindaci dei Comuni attraversati dalla tratta del raddoppio, seduta nella quale si sono visti respingere sonoramente quello che è stato reputato non un progetto esecutivo, come avrebbe dovuto essere, ma piuttosto poco più di una bozza di progetto. Le obiezioni? Le stesse che sia noi che il comitato nato appositamente avevamo cercato invano di suggerire all’amministrazione comunale per mesi e mesi”.

“Naturalmente – vanno avanti Fagni e Marconi – tutto questo noi non lo abbiamo saputo dal sindaco di Altopascio ma da quello di Pescia, che in una riunione pubblica (alla quale abbiamo partecipato), ha voluto raccontare ai propri cittadini lo stato dell’arte, dicendosi pronto a tutto perchè i lavori venissero effettuati nella giusta maniera, al contrario di quanto fatto invece da D’Ambrosio e Toci. Oggi scopriamo che i due amministratori altopascesi si recheranno di nuovo in Regione, per confrontarsi sulle nuove ipotesi formulate da Rfi: ancora?, ci chiediamo. Dovremo subire ancora ipotesi che non vengano dal territorio, ma che invece un ente terzo vuole propinarci a suo uso e tornaconto? Questa è un’occasione unica per il nostro Comune: il mancato interramento della ferrovia a Montecatini, infatti, rende disponibili per noi quei milioni di euro che possono consentire ad Altopascio di risolvere il problema definitivamente“.

“Perché non cogliere l’occasione per passare alla storia ma accontentarsi invece del primo pastrocchio buttato sulla carta? In attesa del terzo lotto della circonvallazione, che ad oggi però è ancora sottoposto alla realizzazione degli assi viari lucchesi (sui quali i comuni di Lucca e Capannori continuano ad azzuffarsi), la soluzione migliore per noi resta quella della bretella di collegamento tra la rotonda di via Bientinese e la zona industriale del Turchetto. La realizzazione di quel tratto di strada, perfettamente finanziabile come opera collaterale al raddoppio ferroviario – concludono i due consiglieri della Lega – consentirebbe di realizzare un superamento del passaggio a livello di via Francesca Romea molto meno invasivo anche dal punto di vista dell’impatto ambientale, aspetto anche quest’ultimo, che sembra esser stato ‘dimenticato’ nella progettazione di Rfi”.

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