Bimbotto torna all’antico e riapre l’alimentari per aiutare i residenti di Vorno

Il titolare: "Qui vivono molte persone anziane, mi sono sentito in dovere di fare qualcosa per loro"

Se di fronte ai nostri occhi abbiamo una situazione drammatica che ogni giorno si ripresenta sotto forma di un vero e proprio bollettino di guerra, dietro queste immagini dure da digerire ci sono delle belle storie di solidarietà da poter raccontare. Persone che non si danno per vinte e che resistono e si impegnano per aiutare gli altri in tutti i modi. Nicola, storico titolare del ristorante “Il Bimbotto” di Vorno, per aiutare le persone che vivono vicino, ha investito molti risparmi per riaprire la bottega alimentare e trasformarla anche in una gastronomia.

“La mia è un’attività storica di famiglia, siamo stati proprietari del bar di Vorno, dell’alimentari e del ristorante, quest’ultimo era gestito dalle mie nonne negli anni ’60 e ’70, negli anni ’80, vista la loro età, fu abbandonato – racconta Nicola –. Fin da quando ero piccolino, i miei genitori hanno continuato l’attività del bar e dell’alimentari. Nel ristorante avevano un laboratorio di insaccati, dagli anni ’90 non era più a norma dal punto di vista sanitario, mio padre ristrutturò il reparto salumeria a cucina e magazzino. Gli altri reparti dove erano le vecchie cantine furono riconvertiti, per aggiungere posti tavola, nel ’98 è stato riaperto il ristorante. Siamo proprietari di questa attività da cinque generazioni, quando anch’io ho iniziato a occuparmi della gestione, ho riaperto la vecchia bottega di famiglia, che era destinata a uso magazzino, ho chiesto i permessi per metterla a norma. L’attività però subiva la pressione commerciale dei nuovi supermercati, poi mia madre è anziana e nel 2014 ho deciso di cessare la licenza dell’alimentari”.

“Oggi – prosegue Nicola – con l’arrivo del coronavirus e di conseguenza della quarantena, mi sono sentito in dovere di riaprire la bottega richiedendo tutti i permessi per poter vendere beni di prima necessità, lo abbiamo riconvertito anche in gastronomia, con prodotti cucinati e possiamo anche vendere i tabacchi. A Vorno ci sono molte persone anziane, i loro figli si sono spostati altrove, abitando fuori comune, non avendo la macchina ed essendo in difficoltà, mi sono sentito in dovere di far qualcosa per loro e ho utilizzato dei fondi personali per riaprire la bottega”.

L’alimentari-gastronomia è gestito direttamente da Nicola, il titolare e il padre, che oggi ha settantanni. I dipendenti sono stati messi in cassa integrazione. Nicola non se l’è sentita di far gravare sulle loro spalle il rischio di un lavoro a contatto con il pubblico. Padre e figlio si sono divisi i turni e il locale rimane aperto dalle 10 alle 14 e dalle 17 alle 20, nelle ore di chiusura si preparano i piatti e si puliscono le varie zone.

“Una volta finita questa emergenza, proverò a tenere un dipendente alla gestione e cercherò di tenerla aperta – dice Nicola -. Credo che cambierà molto il modo di vivere la vita dopo la quarantena e forse passerà un po’ di tempo prima della riapertura dei ristoranti. In questo modo potrò mantenere il personale, ho qualche ragazza che lavora part time per qualche ora nel fine settimana e che conta su un piccolo stipendio mensile, così posso evitare dei licenziamenti”.

Un’idea geniale come altre che sono state raccontate in questi giorni: “Devo ringraziare un mio consulente della parte alimentare che si chiama Alessio Barsotti, tengo molto a fare il suo nome, perché se ad oggi ho riaperto è grazie ai suoi consigli. Illumintao dalle sue parole ho inizato a pensare come avrei potuto muovermi, perché l’alimentari aveva cessato l’attività. Ho fatto intervenire il mio geometra, cambiato i progetti, rifatto la planimetria, chiesto la Scia, contattato il Suap, che lavora in smart working. È stato un lavoro intenso e faticoso, che mi ha visto coinvolto 20 ore al giorno, una lotta contro il tempo che devo dire non ha avuto grossi rallentamenti burocratici nonostante i problemi della quarantena. In due settimane sono riuscito ad aprire”.

Il bimbotto è un ristorante conosciuto in tutta la piana per la qualità dei piatti presentati, una qualità che viene riproposta anche adesso nel reparto gastronomia a prezzi competitivi. Molte persone in questa quarantena hanno deciso di dedicarsi ai fornelli, molte altre però non lo fanno, vuoi per impossibilità, vuoi per mancanza di interesse. Questa bottega può diventare utile per poter mangiare dei sughi cucinati e non perdere la qualità del gusto anche in un momento difficile come questo.

Grazie alla nuova vita della bottega “Il Bimbotto”, i clienti potranno trovare: frutta e verdura del mercato ortofrutticolo di Lucca, pane fresco tutti i giorni, affettati di qualità, generi di prima necessità come carta igienica, detersivi e prodotti per la pulizia, tabacchi. Nel reparto gastronomia ci sono prodotti cucinati, piatti di pasta, ragù di cinghiale o manzo, secondi piatti, cacciagione, coniglio, baccalà in umido è molto altro ancora.

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