Tre mascherine a testa ad Altopascio. D’Ambrosio: “Ma non rendono immuni dal virus”

Per il primo cittadino le protezioni vanno rese accessibili a prezzi contenuti in vista della 'fase 2'

Le mascherine vanno trovate ovunque e a prezzi sostenibili: questo è ciò che va garantito quanto prima, sicuramente prima che l’Italia entri nella fase due di questa emergenza, quando cioè sarà possibile, progressivamente, uscire di casa”.

La pensa così il sindaco di Altopascio, Sarà D’Ambrosio che fa il punto sulla distribuzione delle mascherine da parte dell’amministrazione. “Lavoro non-stop dei volontari, davvero tanti, del nostro paese – dice – Alle mascherine che doniamo come amministrazione comunale, grazie alla Peuterey, già in consegna da una decina di giorni, si aggiungono ora le mascherine di tessuto non tessuto acquistate dalla Regione Toscana: 45mila per il nostro territorio, che corrispondono a tre mascherine a testa. La macchina organizzativa è già in funzione: saranno sempre i volontari a imbustarle, aiutati anche dai dipendenti comunali, e a consegnarle in tutte le case del nostro paese, porta a porta. Suoneranno al campanello e lasceranno le buste nella cassetta delle lettere”.

“Però, chiariamoci subito: la mascherina non vale come “tana liberi tutti” – prosegue D’Ambrosio – Non è il lasciapassare per uscire di casa. Le uscite, ve lo ricordo, sono consentite solo per tre motivi: lavoro, salute e necessità urgenti e non rimandabili.  La mascherina non ci rende immuni dal virus: una volta ricevuta, andrà obbligatoriamente indossata quando, per esempio, si va a fare la spesa o in farmacia.  Diventa quindi un ulteriore strumento di protezione, ma il mezzo più efficace per non essere contagiati è la distanza di sicurezza interpersonale, che deve essere di almeno un metro, un metro e mezzo tra una persona e l’altra”:

Inoltre, la mascherina va saputa usare. “La mascherina non si tiene in testa – spiega il sindaco in una sorta di rapido vademecum – né legata al collo né a mezza faccia, con la bocca coperta e il naso libero. La mascherina deve coprire tutto: naso e bocca. Per chi porta gli occhiali: le lenti vanno sopra la mascherina, altrimenti poi si appannano e sarà un continuo toccare la mascherina, che invece, dal momento in cui la indossiamo, va toccata il meno possibile e solo con le mani pulitissime.  Indossare i guanti non è obbligatorio, ma se decidiamo di usarli, dobbiamo ricordarci di trattarli come se fossero le nostre mani. Toccare i prodotti al supermercato, poi il telefono, poi il portafoglio, poi il carrello, poi la mascherina è il modo migliore per estendere, gravemente, la contaminazione a noi stessi e all’ambiente che ci circonda. Se abbiamo necessità di toccarci il naso o di spostare la mascherina, prima di farlo dobbiamo togliere i guanti, sanificarci le mani e poi toccare mascherina, occhi o naso. Lavarsi spesso le mani è fondamentale. Occorre lavarsele sempre e occorre farlo, prima di fare ogni altra cosa, quindi anche prima di togliersi la mascherina, non appena si rientra a casa dopo essere andati a fare la spesa, in farmacia o in banca. Dopodiché la mascherina va gettata nell’indifferenziato, così come i guanti”.

“È certo che la distanza di sicurezza e la mascherina diventeranno elementi quotidiani nella nostra nuova vita – conclude D’Ambrosio – Quando torneremo a lavoro o potremo uscire con più libertà rispetto a ora, dovremo comunque stare a distanza di sicurezza dalle persone che ci circondano, in ufficio così come per la strada, al bar o al supermercato o nei negozi così come tra amici, e sarà obbligatorio indossare la mascherina, che entrerà a far parte della nostra normalità in modo del tutto nuovo. Per questo motivo diventa quindi fondamentale che i dispositivi di protezione personale siano facilmente e diffusamente trovabili, a prezzi accessibili e calmierati, senza speculazioni e ricarichi inaccettabili. Altopascio sa rispondere alle emergenze comportandosi come una vera comunità. Continuiamo così, a muoverci uniti e compatti verso il medesimo obiettivo”.

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