Alberghi sanitari, Menesini: “Scelta responsabile per azzerare i contagi”

Il sindaco di Capannori invita le persone in quarantena per Covid-19 a scegliere il trasferimento nelle strutture di zona: "Così interrompiamo davvero i contagi"

Albergo sanitario per le persone che, sebbene positive al tampone del coronavirus, non abbiano bisogno di degenza in ospedale. La scelta spetta al paziente e il sindaco di Capannori, Luca Menesini, auspica che molte persone si orientino in questo modo per spezzare la catena dei contagi familiari.

“Per le persone positive che fanno la quarantena a casa c’è la possibilità di andare in un albergo sanitario. So che vuol dire essere lontani dai propri affetti – sintetizza Menesini – ma con il Covid-19 sarebbe meglio sceglierlo proprio per le persone a cui teniamo“.

E così il primo cittadino di Capannori affida a Facebook una lettera aperta ai propri cittadini e alle proprie cittadine: “La Regione Toscana ha messo a disposizione delle persone positive che non necessitano fortunatamente di cure ospedaliere o che vengono dimesse dall’ospedale la possibilità di soggiornare, fino a che non viene riscontrata la doppia negatività al virus, negli alberghi sanitari. Gli alberghi sanitari sono in ogni zona sanitaria, quindi uno rimane comunque in zona casa”.

“Una scelta che la Regione, e sinceramente anche io – prosegue Menesini – auspichiamo sia presa da chi risulta positivo al coronavirus.
Lo so che quando non si sta bene si vuole stare a casa e stare dove sono i nostri affetti, è umano. È comprensibilissimo, infatti non mi permetto di giudicare decisioni differenti. Ci tengo però a dire che accettare la proposta del medico di andare in un albergo sanitario è un atto di amore verso la propria famiglia, perché così c’è certezza che il contagio non si diffonda all’interno delle mura di casa e si può consentire ai propri familiari di tornare a uscire prima“.

“Inoltre – va avanti il sindaco di Capannori – la persona positiva riceve nell’albergo sanitario la visita da parte del personale sanitario una volta al giorno: anche questo è d’aiuto per la guarigione, mentre casa per casa è più complicato fare visite quotidiane. Vorrei spezzare la catena dei contagi, che in questo momento è dominata dai rapporti familiari. A differenza di inizio marzo – spiega – che il contagio andava ‘random’ in base alle attività sociali delle persone, adesso è maggiormente legato ai rapporti familiari e parentali”.

“Pertanto – dice Menesini – se i primi positivi di una famiglia vanno a stare in un albergo sanitario, la possibilità che un altro membro della famiglia sia contagiato si riduce. Facciamo una riflessione su questo, proviamo a scegliere qualcosa che ci piace meno ma che può dare risultati migliori sia per noi stessi, sia per gli altri. La cosa che desidero di più – conclude il sindaco – è tornare tutti ad abbracciarci: tutti, nessuno escluso. Siamo una grande comunità e questa battaglia la stiamo disputando con un coraggio e una forza che non hanno uguali. Forza, che ce la facciamo”.

 

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