Interpellanze inevase sull’ostello La Salana, Zappia ricorre al prefetto

Il consigliere della Lega chiede lumi su contratto e pagamento del canone

Interpellanze inevase sull’ostello La Salana, il consigliere della Lega di Capannori, Bruno Zappia, si rivolge al prefetto.

“Dopo aver aspettato inutilmente sette mesi e presentato due interpellanze sulla questione del bar La Salana in via del Popolo 182 – spiega – non avendo ricevuto risposte dal sindaco e dall’assessore mi rivolgerò direttamente al prefetto affinché possa intervenire direttamente in questa situazione che è diventata insostenibile.”.

“L’atteggiamento di questa amministrazione – dice Zappia –  mi impedisce di svolgere il mio lavoro di pubblico amministratore in spregio ai diritti previsti costituzionalmente che mi dovrebbero essere garantiti e che invece sono disinvoltamente calpestati, cosa che al Comune di Capannori avviene abitualmente. Questo è un modus operandi della giunta comunale nell’ignorare in maniera abituale interpellanze presentate dall’opposizione”.

“Nello specifico – spiega – ho presentato sette mesi fa due interpellanze il 23 ottobre e il 3 dicembre scorsi per documenti e informazioni inerenti al bar La Salana. Il 20 di maggio in consiglio comunale mi è stata data una risposta per la stipula del contratto, fatta otto giorni dopo le mie due interpellanze cioè a dire 11 dicembre scorso con l’offerta economica di 131500 euro e durata 10 anni di contratto. Dovrò ripresentare la terza interpellanze per sapere la modalità di pagamento e le ricevute mensili dal 4 aprile 2018 fino ad oggi”.

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