Porcari, partito l’iter per il nuovo piano operativo

Via anche alla partecipazione: sul sito isitituzionale del Comune sarà presto online un modulo per inviare le proprie idee

No a nuove edificazioni residenziali oltre il perimetro del territorio già urbanizzato, valorizzazione degli spazi pubblici e uno sviluppo coordinato con gli altri comuni della Piana di Lucca. Parte a Porcari l’iter per il piano operativo.

L’avvio del procedimento per lo strumento che prenderà il posto del vecchio regolamento urbanistico e darà una nuova cornice ordinata ai futuri interventi di trasformazione è stato deliberato ieri (28 maggio) in consiglio comunale. È iniziata così la prima fase del procedimento amministrativo, aperta alla partecipazione diretta di tutti i cittadini: privati, associazioni, ordini e collegi professionali, categorie economiche, microimprese, aziende potranno concorrere con i propri contributi all’idea di città che Porcari vorrà essere.

Sarà predisposto un modulo sul sito istituzionale del Comune, attraverso il quale potranno essere proposti progetti su fabbricati o aree che, se rigenerati, porterebbero vantaggi a tutta la comunità. Così come potranno essere lanciati anche solo spunti di carattere generale per la pianificazione del territorio e linee di indirizzo per il miglioramento della qualità della vita in alcuni luoghi.

Il lavoro per il piano operativo del Comune di Porcari si armonizzerà a quello intercomunale del piano strutturale, in fase di redazione insieme ad Altopascio, Capannori e Villa Basilica. “Abbiamo avviato il procedimento adesso – ha detto il sindaco e titolare della responsabilità per l’urbanistica, Leonardo Fornaciari – perché vogliamo avere tutto il tempo necessario per dialogare con i cittadini di Porcari e immaginare con loro lo sviluppo di un territorio che nei suoi 18 chilometri quadrati trattiene opportunità di lavoro e valore ambientale, storia e qualità abitativa. Lo faremo portando avanti, parallelamente, il lavoro di strategia del piano strutturale, strumento di indirizzo per il piano operativo. Con gli altri Comuni della Piana ci confronteremo sulla mobilità e sulla riqualificazione dei due grandi sistemi che convivono sul territorio: quello insediativo e quello produttivo”.

“Al contempo – prosegue Fornaciari – è nostra intenzione valorizzare il territorio rurale, polmone di biodiversità e agricoltura. Portare avanti insieme questi due percorsi è una grande responsabilità e un’occasione di crescita, come comunità, intorno a progetti sostenibili perché Porcari sia sempre di più un territorio dove stare bene. Voglio ringraziare, per il lavoro svolto fino ad ora e per lo spirito costruttivo, la commissione urbanistica composta, oltre a me, dalle consigliere comunali Eleonora Lamandini e Barbara Pisani. Il dialogo tra maggioranza e minoranza è prezioso: questo clima favorirà l’iter avviato”.

L’avvio del procedimento del piano operativo permetterà al Comune di Porcari, secondo quanto stabilito dalla legge regionale, di intervenire da subito con varianti puntuali sul vigente regolamento urbanistico. “Una scelta di concretezza – continua il sindaco – perché non potevamo certo permetterci di ingessare il nostro territorio in attesa di portare a termine i procedimenti amministrativi per i nuovi strumenti di pianificazione”.

Tre i passaggi in consiglio comunale prima di rendere un piano urbanistico effettivo: avvio, adozione e approvazione. Tra l’avvio e l’adozione si deve svolgere un percorso partecipativo, mentre tra l’adozione e l’approvazione si apre il tempo delle osservazioni formali, che gli uffici comunali devono protocollare, esaminare e controdedurre. Il piano, così modificato dalle osservazioni accolte, riceve il via libera definitivo dal consiglio comunale e viene pubblicato sul Burt.

“È opinione diffusa – conclude il sindaco Leonardo Fornaciari – che l’urbanistica sia una materia ostica, complessa, per soli addetti ai lavori. Non è così: certo, c’è un sapere tecnico necessario per poter pianificare e farlo bene. Penso, ad esempio, alla ricognizione del patrimonio storico edilizio e alle carte di rischio idrogeologico o sismico. Ma una volta definito un orizzonte possibile ci sarà bisogno della capacità di immaginare, di osare, di pensare un territorio sicuro e funzionale al benessere di tutti. La drammatica pandemia ancora oggi in corso ci insegna a riprogrammare lo spazio pubblico secondo necessità nuove: anche chiudere una strada per favorire l’incontro e la passeggiata può essere, in fondo, una piccola rivoluzione. L’urbanistica è di tutti, perché la forma del territorio influenza stili di vita, abitudini, progetti, connessioni e visioni. Buon lavoro, Porcari”.

L’amministrazione comunale farà sintesi, in coerenza con il piano di indirizzo territoriale con valenza di piano paesaggistico regionale e con la legge 65/2014 di governo del territorio. Tra le innovazioni più significative introdotte dalla Regione Toscana c’è la necessaria individuazione del perimetro di suolo urbanizzato: centro storico, aree edificate con continuità dei lotti a destinazione residenziale, industriale e artigianale, commerciale, direzionale, di servizio, turistico-ricettiva; ma anche attrezzature e servizi, dai parchi urbani agli impianti tecnologici, fino agli spazi inedificati interclusi dotati di opere di urbanizzazione primaria. Del perimetro fanno parte anche le aree interessate da interventi di trasformazione in corso di attuazione o previsti sulla base di piani e altri strumenti attuativi dell’attuale regolamento urbanistico, convenzionati e ancora in vigore.

Per la legge regionale, nelle aree esterne al territorio urbanizzato non saranno consentite nuove edificazioni residenziali. Tuttavia le abitazioni già esistenti in territorio rurale potranno ampliarsi. Limitati impegni di suolo per destinazioni diverse da quella residenziale saranno in ogni caso assoggettati al parere obbligatorio della conferenza di copianificazione.

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