“Bravo, ma gay”, D’Ambrosio solidale con il giovane educatore

Il sindaco di Altopascio: "E' inaccettabile che una persona sia definita in base al suo orientamento sessuale"

“‘È bravo, ma è gay’. Parole che fanno rabbrividire e che ci gettano nello sconforto, perché non posso pensare che esista veramente qualcuno in grado di pronunciarle e non posso pensare che siano state rivolte a un ragazzo così preparato e appassionato come Marco Dianda, giovane educatore che fino a quest’anno ha lavorato nel nostro nido comunale, Primo Volo di Spianate, da sempre un luogo accogliente, all’avanguardia, aperto a tutti. Così come deve essere un qualsiasi luogo di educazione”. Il sindaco di Altopascio, Sara D’Ambrosio, esprime solidarietà al giovane dopo il suo sfogo su facebook.

“Conosco Marco da tempo – spiega D’Ambrosio -. Ci siamo visti non più tardi di due settimane fa per salutarci, data la sua decisione di sospendere temporaneamente il suo lavoro di educatore per poter riprendere a studiare e perfezionarsi. Non mi aveva raccontato in quella occasione di queste parole che gli sono state rivolte, ma abbiamo approfonditamente parlato di quanto sia importante il ruolo degli educatori in Italia, soprattutto nella fascia 0-3.
Tante sono le riflessioni che abbiamo condiviso rispetto alla centralità dell’educazione all’interno della vita di un bambino. Gli ho detto, e glielo dico anche oggi, di portare avanti questa sua visione e questa sua passione, perché c’è bisogno di ragazzi come Marco, c’è bisogno di loro nel futuro. A lui va tutta la nostra solidarietà, come persone e come amministratori, e un’esortazione: denuncia chi ti ha detto queste cose, anche in modo formale. Perché è bene che si sappia e che resti a verbale che no, non è più accettabile definire una persona per il suo orientamento sessuale, per le sue idee politiche, per la sua fede religiosa, per il suo colore della pelle”.

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