Variante Fapim, Marchetti: “Dell’azienda mi fido, della giunta no”

Il consigliere di opposizione di Insieme per Altopascio: "Il mio nome non lo abbino alle malefatte della giunta sull'urbanistica"

Di Fapim mi fido e il progetto di magazzino in elevazione è condivisibile. È dell’urbanistica targata D’Ambrosio e compagni che non mi fido. Ecco perché, pur favorevole all’investimento, non ho partecipato alla votazione sull’atto”. Così Maurizio Marchetti, consigliere comunale altopascese di Insieme per Altopascio, entrato nel mirino della maggioranza per non aver preso parte alla votazione sulla variante Fapim Spa.

“A differenza di questi consiglieri prodighi di scrittura ma silenti in aula – richiama Marchetti – io ho parlato per una buona ventina di minuti per ripercorrere tutte le malefatte di questa giunta sull’urbanistica, esperienze in virtù delle quali evito di votare qualunque atto di settore di questa amministrazione. Vogliamo parlare della variante ad hoc che trasformava 44mila metri quadrati di terreno da agricolo a industriale in località Turchetto, revocata poi dal dirigente “in autotutela”? E che bisogna dire della vicenda della Ondulati Giusti? O dell’insediamento It Risorse per lo stoccaggio di rifiuti pericolosi, che non è sicuramente volano occupazionale? No ecco, per dire: cara maggioranza, voi i vostri atti di urbanistica senza capo né coda, e intendo con ciò privi di qualunque pianificazione strategica complessiva e organizzata, ve li votate da soli. Sono mele avvelenate di un’amministrazione poco lucida, su questa come su altre materie, e io il mio nome non ce lo abbino”.

“Anche perché – spiega Marchetti – questo progetto viene approvato in deroga, creando un precedente. A me non piace. I precedenti sono un’ipoteca sulle condotte amministrative future. E a questo punto, visto che si tratta sempre di magazzini in elevazione, come si comporta l’amministrazione su quello della Beniceltex Spa a cui aveva opposto un diniego sulla base di motivazioni bocciate a inizio giugno dal Tar? Serve una pianificazione che comprenda e armonizzi le nuove realtà urbanistiche, non le deroghe volta per volta”.

“Ritornando all’intervento Fapim  – ribadisce Marchetti – come ho spiegato in aula sono favorevole a prendere in considerazione e a condividere tutte le esigenze di aziende che investono sul territorio, consolidando la loro presenza e generando occupazione. La Fapim Spa, nota per serietà e alta qualità della produzione oltre che per le ricadute occupazionali, è tra queste. Sono dell’avviso che Altopascio abbia le carte in regola per candidarsi a polo della logistica ma non solo: indubbiamente bisogna lavorare per favorire lo sviluppo di aziende esisenti, andando anche a individuare nuove aree per attrarre anche altre realtà come Fapim”.

Infine a stoccata politica: “Lamentavo il silenzio in aula dei consiglieri di maggioranza – sottolinea Marchetti – ma ne comprendo i motivi visto che anche per scritto manifestano qualche difficoltà. Mi dicono che io “pavento” di ripropormi come sindaco. Io non “pavento” un bel nulla, casomai io prospetto e loro paventano che io mi ricandidi, ben sapendo che in quel caso la loro permanenza equivarrebbe a quella di un gatto in tangenziale. Controllare dizionario, cortesemente. E poi io non ho mai asserito di volermi ricandidare a sindaco di Altopascio, ma di essere a disposizione della città proprio come lo sono sempre stato. Una cosa è certa: non solo l’anno prossimo sarò a disposizione, ma farò anche tutto quanto mi è possibile affinché la vergogna di questa amministrazione imbarazzante e impreparata scompaia da Altopascio. Garantito al limone”.

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