Compostaggio a Livorno, Menesini: “Con nascita Reti Ambiente venute meno condizioni di vantaggio per Capannori”

Il sindaco di Capannori spiega le scelte in consiglio comunale: "Fondamentale un'alleanza sui temi dell'economia circolare e di rifiuti zero"

Impianto di compostaggio a Livorno, torna a parlare il sindaco di Capannori, Luca Menesini. E spiega i motivi di una scelta davanti al consiglio comunale in programma oggi (22 luglio).

“Perché abbiamo fatto l’accordo con Livorno – dice – e quindi rinunciato ad ospitare l’impianto sul suolo di Capannori? Semplice, perché le condizioni vantaggiose per i capannoresi che esistevano dieci anni fa, oggi non sussistono più“.

“Ci sono tanti cambiamenti – ha detto – che sono avvenuti a livello regionale sulla gestione dei rifiuti e che, di conseguenza, ci hanno fatto cambiare strategia sullo smaltimento dei rifiuti organici. Quando volevamo l’impianto di compostaggio si parlava di un impianto gestito totalmente da Ascit, ovvero dalla nostra azienda di raccolta di rifiuti, perché all’epoca gli ambiti erano ambiti provinciali. Producendo all’epoca come territorio circa 7mila tonnellate annue di rifiuto organico, significava far venire nel nostro impianto circa 40mila tonnellate di rifiuto organico da altre zone. Una questione che ovviamente poteva produrre anche dei malumori ma era indiscutibile che, nel suo complesso, l’operazione avrebbe portato ricchezza sul territorio, perché i guadagni sarebbero stati reinvestiti da Ascit su Capannori e per i cittadini del territorio che ospitava l’impianto”.

“L’impianto in quegli anni non è stato realizzato – ricorda Menesini – e nel frattempo a livello regionale il quadro si è modificato profondamente. E sottolineo profondamente. È infatti nato il gestore unico dell’Ato Costa, ovvero Reti Ambiente, che interessa 4 province: Lucca, Massa, Livorno e Pisa. Una nascita importante, perché se siamo bravi a livello regionale possiamo potenziare le esperienze positive di raccolta differenziata, di rifiuti zero e di economia circolare, tutte esperienze di cui Capannori è portatore sano di saperi. Infatti sulla partita di Reti Ambiente ho giocato la mia parte: insieme ad altri sindaci ho lottato perché Reti Ambiente restasse a gestione pubblica e perché valorizzasse le conoscenze delle aziende che funzionano, come Ascit. E così è stato: Reti Ambiente è pubblica“.

“Detto questo, la nascita di Reti Ambiente – è la conseguenza per il sindaco Menesini – fa sì che adesso a realizzare gli impianti sia Reti Ambiente e non più Ascit e pertanto i benefici degli impianti vanno a Reti Ambiente e non più all’azienda locale. Pertanto il ragionamento per cui si diceva che far arrivare 40mila tonnellate annue di rifiuto organico da fuori Capannori portava ricchezza è venuto meno. A parte il fatto che nel frattempo, avendo potenziato la strategia rifiuti zero, abbiamo consistenemente ridotto anche la produzione di rifiuto organico annua del nostro territorio, che oggi è di soli 4.500 tonnellate all’anno – il 30 per cento in meno di allora – e che vogliamo continuare a ridurre (basti pensare agli incentivi per il compostaggio domestico, il progetto delle famiglie rifiuti zero e il compostaggio di comunità). Di fronte a questo cambiamento significativo abbiamo ritenuto sensato cedere l’impianto a una realtà come Livorno che con l’impianto di compostaggio va a riqualificare un’area oggi a discarica e che inoltre, avendo 180mila cittadini, produce da sola un quantitativo di rifiuto organico corposo”.

“Un accordo amministrativo quindi – spiega il sindaco – che agevola sia Capannori sia Livorno e che porta con sé anche un grande valore politico in Toscana. Per Capannori, infatti, avere un’alleanza sui temi dell’economia circolare e di rifiuti zero il Comune di Livorno è fondamentale nel panorama regionale, dove si rischia che invece abbiano la meglio logiche lontate dal nostro paradigma ambientale. Ormai la questione dei rifiuti non è più una questione locale ma regionale e come tale va affrontata. All’interno di Reti Ambiente faremo la nostra parte e porteremo sempre avanti gli interessi pubblici e dei cittadini, e mai quelli privati. Questo ve lo assicuro. Siamo anche pronti ad accogliere nuove sfide, in linea con la politica dei rifiuti zero. E siamo orgogliosi di poterlo fare avendo al fianco sempre più sindaci di città significative in Toscana, perché per fare cambiamento dobbiamo tutti impegnarci in prima persona. Capannori sempre più protagonista e non da sola in Toscana“.

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