Azienda annuncia esuberi, ripartono gli scioperi alla Progest di Altopascio foto

Rsu e sindacati in agitazione dopo l'incontro con l'azienda: "Serve un piano di rilancio dell'azienda"

Sono ripresi gli scioperi alla Pro-Gest Ondulati Giusti di Altopascio.

A spiegare la situazione le Rsu della Pro-Gest e i sindacati Slc Cgil e Fistel Cisl. “Dall’incontro programmato con l’azienda lunedì 3 agosto – dicono – erano attese importanti comunicazioni e indicazione delle tempistiche di realizzazione dei cambiamenti che devono interessare lo stabilimento di Altopascio (l’ormai lunga attesa per l’edificazione di un nuovo capannone, l’arrivo di due macchine ondulatrici annunciato da tempo, la riorganizzazione logistica e amministrativa e, da ultimo, il possibile arrivo di nuove produzioni), che devono tracciare il percorso per la riorganizzazione compiuta di questo importante e strategico polo produttivo, ma l’azienda ha risposto in maniera molto riduttiva, limitandosi solo a parlare degli esuberi che sarebbero determinati da una centralizzazione del lavoro degli uffici, una parziale riorganizzazione logistica delle spedizione e un riassetto della produzione, per effetto dello smantellamento e vendita annunciate di una macchina ondulatrice”.

“Ovviamente, una simile impostazione è stata respinta da Rsu e organizzazioni sindacali – prosegue la nota – che non accettano di parlare di esuberi, prima di capire gli effetti degli investimenti, che, se fatti in modo serio, possono e debbono portare ad uno sviluppo di questo stabilimento. E sono irricevibili discussioni prettamente tecniche sulle modalità di gestione degli esuberi, anche alla luce di eventuali ulteriori periodi annunciati di divieto di licenziamento”.

“Per questo, abbiamo chiesto all’azienda di discutere, piuttosto, di come traguardare il periodo che serve alla realizzazione degli investimenti – concludono i sindacati . dei quali devono essere definite le tempistiche, e poi ragionare degli assetti occupazionali, che ci aspettiamo non siano travolgenti in negativo, visto che già i quattro anni di contratto di solidarietà fatti, hanno determinato una più “naturale” riduzione dell’organico di una cinquantina di unità, tra lavoratori che hanno raggiunto l’età pensionabile e quelli che hanno ritrovato una collocazione lavorativa. I lavoratori hanno dato immediato riscontro a questa posizione sindacale, dando mandato alla Rsu per iniziative articolate che hanno già portato anche all’interessamento delle istituzioni locali e ad una presa di contatto con quelle superiori“.

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