Piana di Lucca: in arrivo due bandi per finanziare interventi di miglioramento della qualità dell’aria

Firmato un accordo tra Regione Toscana e i Comuni che fanno parte del Pac

In arrivo importanti incentivi rivolti a cittadini, proprietari terrieri e aziende agricole per la diminuzione dell’inquinamento atmosferico nella Piana di Lucca. È stato infatti firmato un accordo tra Regione Toscana e i Comuni che fanno parte del Pac (Piano di azione comunale) della piana Lucchese, ovvero Lucca, Capannori, Altopascio e Porcari, finalizzato alla realizzazione di interventi volti a migliorare la qualità dell’aria. Accordo che vede firmatari anche alcuni Comuni della Val di Nievole e che mette a disposizione delle amministrazioni comunali della piana lucchese complessivi 900 mila euro.

Entro il mese di ottobre quindi i quattro Comuni pubblicheranno due bandi per l’assegnazione di contributi per la sostituzione di impianti termici ad uso residenziale con impianti a minor impatto ambientale e per l’acquisto di biotrituratori da parte di proprietari terrieri e aziende agricole quale alternativa all’abbruciamento di residui vegetali.

“Quelle che stiamo per mettere in campo, grazie al sostegno della Regione Toscana, sono misure molto importanti che rappresentano un significativo passo in avanti per diminuire l’emissione di inquinanti in atmosfera e quindi migliorare la qualità dell’aria dei nostri territori – affermano gli assessori all’ambiente dei Comuni di Lucca, Francesco Raspini, Capannori, Giordano Del Chiaro, Altopascio, Daniel Toci Porcari, Franco Fanucchi -. Un percorso che ha tutti i presupposti per essere particolarmente efficace perchè realizzato a livello comprensoriale. Le nuove misure hanno come obiettivo quello di incidere sulla principale sorgente di emissione di Pm10, che è rappresentata dalla combustione domestica di biomasse e dagli abbruciamenti all’aperto”.

“Da qui – continuano – l’importanza di incentivare la sostituzione di impianti termici più inquinanti con soluzioni a minor impatto ambientale e l’utilizzo di biotrituratori per una gestione sostenibile degli sfalci delle potature. Invitiamo quindi cittadini, proprietari di terreni a aziende agricole a cogliere questa opportunità concreta resa possibile da un accordo con la Regione Toscana per migliorare la qualità dell’aria e quindi la salute di tutti”.

Per quanto riguarda il primo bando, per il quale sono disponibili 600mila euro, si prevede la concessione di contributi pari al 100 per cento della spesa sostenuta per la trasformazione dei camini aperti in termo camini a camera chiusa. Incentivi del 100 per cento sono inoltre previsti anche per la sostituzione di caldaie alimentate a biomasse, pellet metano, Gpl e gasolio con pompe di calore di nuova fabbricazione, con pompe di calore alimentate con energia proveniente da fonti di energia rinnovabili e non, oppure con caldaie a gas metano a condensazione e/o abbinate a un sistema di termoregolazione.

Inoltre si prevedono contributi pari al 50 per cento e al 35 per cento per la sostituzione di caldaie alimentate a metano, Gpl e gasolio, rispettivamente con caldaie a condensazione con efficienza almeno pari alla classe A e con caldaie a condensazione con efficienza almeno pari alla classe A e sistemi di termoregolazione. In questi ultimi due casi per la rimanente spesa i cittadini potranno godere delle agevolazioni previste per le detrazioni Irpef.

Il secondo bando, che mette a disposizione complessivamente 300mila euro, vede come beneficiari imprese agricole e i proprietari di terreni ubicati ad una quota uguale o inferiore ai 200 metri sul livello del mare che potranno ricevere contributi per l’acquisto di biotrituratori come alternativa agli abbrucciamenti all’aperto dei residui vegetali delle coltivazioni. I macchinari dovranno essere di nuova fabbricazione, conformi alle disposizioni CE, di tipo manuale o portato con motorizzazione di tipo elettrico o endotermico (benzina o diesel), e utilizzati per almeno 5 anni dalla data di acquisto. L’incentivo coprirà fino al 70 per cento del costo di acquisto con una somma massima erogabile di 6 mila euro.

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