La Porcari che vogliamo: “Classe in quarantena, garantire la didattica a distanza”

In giornata però è stato confermato che la dad partirà da lunedì prossimo

Un’intera classe in quarantena senza l’attivazione della didattica a distanza“. E’ questa la denuncia arrivata dal gruppo consiliare La Porcari che vogliamo, contattati da alcuni genitori che si trovano in isolamento in seguito al caso dell’alunno positivo al covid19 riscontrato nella loro classe mercoledì scorso, la 2C della scuola primaria Felice Orsi di Porcari. Una posizione che viene subito corretta dalla scuola, che ha informato il gruppo che la dad sarà attivata già a partire da lunedì prossimo.

Nel frattempo però non sono mancate le polemiche. “Questi genitori si chiedono come mai non solo non sia già stato predisposto, ma nemmeno si preveda alcun programma di didattica digitale integrata (o didattica a distanza), per impedire che i loro bambini vedano completamente sospesa la loro attività didattica come minimo per 15 giorni – spiega il gruppo dell’opposizione -. È evidente che c’è qualcosa che non ha funzionato in termini di programmazione. Perché se i protocolli prevedono che, là dove un alunno risulti positivo, scatti la quarantena per tutti i compagni di classe e di tutti gli alunni che costituiscono contatti diretti, è logico che si debba prevedere fin da subito l’attivazione della didattica digitale integrata. Altrimenti si rischia, come per altro sta accadendo, che di colpo un’intera classe si trovi per tutti i 15 giorni della quarantena, come minimo, senza attività didattica”.

“Non si capisce come mai, se la possibilità di attivare la Didattica digitale integrata fin dal primo giorno di scuola per il nostro istituto c’è, e di questo ci sono prove evidenti, la stessa non sia già operativa per la classe in quarantena. Invece, i genitori coinvolti non sono stati neppure contattati per essere informati e supportati sull’attivazione della didattica a distanza, che dovrebbe essere un diritto per tutti i nostri bambini. Ricordiamo – concludono i consiglieri – che stiamo parlando di ‘scuola dell’obbligo’. Obbligo dei genitori di mandare i figli a scuola e obbligo dello Stato di garantire l’istruzione. L’obbligo c’è da entrambe le parti. Ci sembra che si pensi sempre meno alla didattica. Prima una scuola tutta a favore dei progetti mentre ora è solo a favore dei protocolli? I bambini e i genitori in quarantena, oltre ad essere ripiombati nel look down dopo soli 2 giorni dall’inizio delle lezioni, con tutte le difficoltà, lo stato d’animo e l’inevitabile tensione che una situazione del genere può creare, non dovrebbero sentirsi abbandonati dalla scuola. Come gruppo consiliare, al fine di risolvere il disagio di questi nostri cittadini, ci auguriamo che anche l’amministrazione comunale si adoperi affinché la scuola attivi in tempi rapidi questo tipo di servizio”.

 

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