Latte San Ginese, Menesini: “Mettiamo in campo nuovi progetti imprenditoriali”

Le parole del sindaco di Capannori dopo la scelta della società Arbora: "Una decisione che condanno"

La percentuale di latte prodotto in lucchesia e in Valle del serchio presente nel latte di San Ginese è diventata pari a zero. Una scelta, quella della società Arbora titolare della latteria, che ha sollevato critiche da parte degli enti del territorio. Dopo le dichiarazioni di Coldiretti, infatti, arriva il commento del presidente della provincia e sindaco di Capannori Luca Menesini.

“Una scelta che condanno, che non mi trova d’accordo perché avremmo voluto che produttori e latteria trovassero un accordo in positivo – scrive Menesini -. Ma non è successo. Le aspettative di Arborea erano differenti da quelle dei produttori e il rapporto fra i due mondi, dopo due anni di tentativi, è terminato. Lo dico con cognizione di causa perché sia io, sia i miei collaboratori, abbiamo seguito passo passo la questione, anche in stretto contatto con Coldiretti e le altre associazioni di categoria coinvolte. Quindi, più che insistere su una strada che mi pare tutta in salita, preferisco invitare Coldiretti e i produttori locali a fare nuovi progetti di rilancio, progetti che valorizzino la produzione locale e che garantiscano alle attività coinvolte di lavorare bene. La domanda che ci dobbiamo porre oggi, infatti, è quali prospettive possono essere realizzate per l’allevamento vaccino nel nostro comprensorio”.

“Come Comune di Capannori ci siamo per costruire insieme questa nuova sfida, che può essere molto più interessante del rapporto con Arborea – va avanti Menesini -. Per quanto riguarda la latteria San Ginese, ho letto commenti come ‘Smetto di comprare il latte San Ginese’. Vi chiedo di non farlo, di tenere di conto di tutti gli equilibri. Arborea, infatti, ha garantito di portare avanti il lavoro con la latteria di San Ginese, e quindi di salvaguardare tutti i posti di lavoro e quelli dell’indotto che crea. Questo è un aspetto importante, che non possiamo non tenere in considerazione. Per i produttori locali rimasti senza rapporto di lavoro con il marchio San Ginese vanno messi in campo subito nuovi progetti imprenditoriali. In questo modo tutti e tre i campi occupazionali  (produzione, lavorazione, indotto) saranno tutelati a dovere, che è quello che a me interessa. Ai produttori locali di latte dico: non siete soli. A Coldiretti e a tutte le associazioni di categoria interessate dico: siamo pronti a lavorarci già da adesso. Il lavoro che abbiamo condiviso fino ad oggi è stato serio e significativo, andiamo avanti con nuovi progetti”.

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