Altopascio, 12 positivi in 2 giorni. Il sindaco: “Nessun allarme ma serve attenzione”

Il primo cittadino: "I nuovi casi effetto dei tamponi effettuati dopo i contagi dei giorni scorsi"

Dodici casi positivi ad Altopascio segnalati dall’Asl: il sindaco Sara D’Ambrosio raccomanda di non allarmarsi e spiega che i dati sono riferiti agli ultimi due giorni. Il primo cittadino invita tuttavia a mantenere alto il livello di attenzione: “I dati dell’Asl ci dicono che oggi ci sono 12 nuovi casi positivi ad Altopascio. Vi aggiorno come sempre, perché penso che una comunità informata sia anche una comunità più sensibile e più attenta. Un numero che ci può allarmare, ma che dobbiamo leggere nella sua interezza. Innanzitutto il dato riguarda gli ultimi due giorni e non è quindi riferito solo a oggi. Poi, lo sapevamo, sul nostro territorio ci sono due situazioni che l’Asl sta controllando e mappando: a Spianate, con don Michele risultato positivo pochi giorni dopo aver celebrato le cresime; ad Altopascio, con due bimbi della stessa classe risultati positivi e l’intera sezione in quarantena. Si tratta quindi di un’indagine epidemiologica che riguarda tante persone, tutte a casa, che l’Asl sta tracciando attraverso i tamponi. I risultati stanno arrivando proprio in questi giorni e ci aspettavamo quindi che emergessero nuovi casi positivi legati ai positivi già conclamati dei giorni scorsi”.

“A ognuna di queste persone e ai loro familiari – scrive il sindaco – va il nostro grande abbraccio, perché capisco che tra la paura del virus e la gestione della quotidianità – divisa tra scuola, lavoro, impegni – sia un momento per niente facile. Come vedete i dati stanno tornando a salire in tutta Italia. Così anche nel nostro territorio, nella nostra provincia e nella nostra Regione. Dobbiamo essere rigorosi nella comprensione del rischio: non mi va di sentire discorsi di chi sostiene che i positivi non sono necessariamente malati e quindi è inutile conteggiarli. Fesserie. I positivi, anche se asintomatici, sono potenzialmente molto pericolosi, perché sono ugualmente contagiosi e possono attaccare il Covid a una qualsiasi altra persona più fragile di salute, magari con patologie, o semplicemente più esposta perché più cagionevole, e quindi realmente a rischio”.

“Quando ci muoviamo, quando agiamo, quando usciamo, quando ci rapportiamo con gli altri, quando facciamo tutto quello che appartiene alla nostra quotidianità dobbiamo sempre tenere a mente questo: che una nostra azione sbagliata può essere innocua per noi, ma dannosa per gli altri – spiega il sindaco -. Non siamo responsabili solo di noi stessi, ma anche e soprattutto di chi ci sta intorno. Solidarietà e rispetto passano da qui, da questa sfida che possiamo vincere solo se lavoriamo tutti nella stessa direzione”.

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