Rifiuti zero, parte il progetto “Terra terra”

I promotori: "La crisi climatica e ambientale deve essere la vera priorità"

Rifiuti zero, parte il progetto Terra terra per la rivoluzione ecologica lanciato tra gli altri da Rossano Ercolini del centro rifiuti zero di Capannori. “A bordo ci sono già saliti attivisti, amministratori ed esperti di grande valore provenienti prevalentemente, ma non solo, dall’universo Rifiuti Zero”.

Il progetto è rivolto a tutti coloro che in questa fase caratterizzata dallo “scacco ad una globalizzazione a senso unico” rappresentato dal Covid 19.

“Appare sempre più macroscopico come la madre di tutte le questioni oggi è rappresentata dalla crisi ambientale planetaria che ridicolizza l’aver definito la società dell’usa e getta e della economia lineare- si spiega in una nota – come fulgido esempio di progresso. Ora occorre invertire la rotta e non con la squallida retorica di sempre ma attraverso progetti concreti di rinaturalizzazione e di exit strategy dagli sprechi e dai disastri ambientali da finanziare attraverso investimenti gestiti in modo trasparente e partecipato. Attorno ai fondi del Recovery Fund non potrà avvenire il balletto di sempre dei soliti noti rappresentati da lobby e consorterie che costituiscono la parte più responsabile della crisi ambientale allenati da sempre dalla maggior parte della politica italiana a dirottare i danari pubblici e dei cittadini (come la tari nel caso della bolletta rifiuti) per progetti di industria sporca e quasi sempre assistita. Questa volta, i miliardi previsti dal Recovery Fund dovranno essere gestiti in modo trasparente coinvolgendo non solo il parlamento ma soprattutto i larghi settori della società civile che in questi anni, spesso derisi e marginalizzati, hanno messo in guardia dai disastri ambientali. Il progetto politico è rivolto anche a tutte le forze politiche esistenti a patto che si impegnino nei fatti e negli stanziamenti a mettere al centro la questione ambientale”.

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