Famiglie solidali, bilancio ok per i progetti promossi dal Comune e Caritas

'Fianco a fianco' e 'Mamme Tutor' in attesa di riprendere a pieno regime dopo il lockdown

Bilancio positivo per il 2019 e i primi mesi del 2020, fino al lockdown, del progetto Famiglie solidali messo in campo dal Comune di Capannori in collaborazione con Caritas Lucca, che si articola in due progetti specifici Fianco a fianco e Mamme Tutor.

Entrambi i progetti sono rivolti a nuclei familiari con minori del territorio che, per diversi motivi, economici, sociali o abitativi, si trovano ad affrontare difficoltà temporanee nell’organizzare la vita quotidiana e presentano problematiche nelle funzioni educative, in assenza del supporto di una rete familiare o amicale.

I minori che in questo periodo hanno beneficiato del progetto Fianco a fianco sono stati complessivamente 21, mentre le famiglie volontarie accoglienti che hanno dato un sostegno alla genitorialità sono state in tutto 14.
Fianco a fianco prevede l’accoglienza da parte di una famiglia volontaria presso la propria abitazione di un bambino o un ragazzo per alcuni pomeriggi la settimana, in modo da supportare e agevolare la famiglia di appartenenza nei suoi compiti di cura ed educazione. Le famiglie tutor affiancano le famiglie in difficoltà in vari ambiti, dall’educazione dei figli alla gestione del budget familiare, dando la possibilità ai minori di frequentare corsi sportivi e attività ludico-ricreative, aiutandoli anche a svolgere i compiti scolastici.

Le modalità di aiuto dei volontari, che possono essere anche single, vengono concordate con i genitori del minore e con gli operatori del Servizio Sociale che hanno in carico il nucleo. A coloro che si rendono disponibili ad affiancare una famiglia in temporanea difficoltà è garantito il supporto da parte di una equipe di professionisti e un contributo economico quale riconoscimento del servizio svolto per la comunità.

Il progetto Mamme Tutor prevede che mamme volontarie affianchino mamme che fanno parte di contesti familiari con problematiche sociali per sostenerle nella relazione con i propri figli. Le mamme tutor, che nel 2019 e nei primi mesi del 2020 hanno affiancato altrettante mamme sono quattro. L’intervento prevede la presenza a domicilio di volontarie, che opportunamente formate e sostenute, attivano un accompagnamento sociale nella gestione della funzione genitoriale in situazioni di fragilità lievi.

Il sostegno si può realizzare in aiuto nello svolgimento delle pratiche quotidiane, compagnia, ascolto. Anche in questo caso le modalità di aiuto dei volontari vengono concordate con i genitori del minore e con gli operatori del servizio sociale e alle volontarie è garantito il supporto da parte di una equipe di professionisti e un contributo economico.

“Siamo soddisfatti dell’andamento di questi progetti che appena possibile, emergenza Covid permettendo, vorremmo far ripartire in pieno, – spiega il vice sindaco con delega alle politiche sociali, Matteo Francesconi – Durante il lockdown e fino ad oggi i volontari hanno mantenuto i contatti con i minori e le famiglie sebbene con modalità diverse, ad esempio, attraverso telefonate e videochiamate e auspichiamo che le attività possano riprendere normalmente il prima possibile. Se invece a causa della pandemia questo non sarà possibile stiamo pensando di riformulare queste attività, perché possano comunque continuare, in quanto svolgono una importanza funzione di prevenzione all’insorgere di disagi più gravi. Da una parte consentono infatti a bambini e ragazzi di uscire da un circuito esclusivamente assistenziale, sperimentando in un contesto positivo di relazione con adulti di riferimento, momenti di serena quotidianità, affrontando nuove esperienze, e dall’altra offrono un sostegno a quelle mamme che vivono situazioni familiari difficili e che possono trovare in un’altra mamma un sostegno per rendere migliore la relazione con i propri figli. Ringraziamo tutti i volontari per l’attività svolta fino ad oggi. Un ringraziamento anche all’ufficio sociale che ha continuato a lavorare rimodulando tutto il sistema per offrire servizi alle persone anche durante il lockdown”.

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