Emergenza Covid, Menesini: “Non affrontate questa situazione da soli”

Il sindaco di Capannori invita a 'fare famiglia' con una cerchia ristretta di amici per evitare situazioni di paura e malessere

“Nessuno affronti questa difficile situazione da solo”. Questo l’appello del sindaco di Capannori Luca Menesini preoccupato per le situazioni di disagi che potrebbero crearsi a causa della solitudine.

“Chi vive da solo e non ha una rete familiare o non ce l’ha solida – spiega il sindaco – faccia un patto con uno o due amici di fare fra di loro ‘famiglia’ finché dura questa emergenza. Con loro potete abbassare l’attenzione rispetto alle regole e condurre una vita come prima del Covid-19, come succede in tutte le famiglie. L’importante è che vi frequentiate a cerchie molto ristrette, con l’accordo interno alla cerchia di rispettare tutti le regole anti-contagio quando si è al lavoro o comunque in giro con altre persone”.

“Il decreto del governo – continua – raccomanda di non ricevere a casa persone non conviventi. Questo però, a mio avviso, non può valere per chi vive solo e non ha una rete familiare di supporto affettivo. A loro dico: fate un patto con uno o due amici, fate ‘famiglia’ per superare insieme questa complessa situazione che ci troviamo a vivere. Non siamo fatti per stare soli, la solitudine uccide o crea profondo malessere. Soprattutto di fronte a un’emergenza sanitaria così dirompente e così impattante sulle nostre vite. Nessuno deve stare solo. Nessuno”.

“Quindi – spiega il sindaco – chi non ha una famiglia intorno a sè se ne crei una ad hoc per questo periodo, con l’accordo di rispettare senza tentennamenti le regole anti-contagio sempre, in ogni occasione fuori. In alcuni Paesi europei, questa indicazione è data direttamente dal Ministero della salute, e lo trovo assolutamente utile e corretto. Non vivete questa situazione da soli: evitiamo gruppi numerosi dove il virus si propaga più facilmente, ma condividiamo le cose di tutti i giorni, le paure e le speranze con i legami più stretti, a prescindere se familiari o conviventi. E chi non sa a chi chiedere chieda a noi – conclude Menesini – nessuno deve essere lasciato solo o indietro”.

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