Salvoni: “Siamo noi per primi a doverci difendere dal contagio”

Il medico e consigliere comunale di Capannori: "La prevenzione parte dai nostri comportamenti"

“La pandemia non demorde, anzi si sta facendo sempre più aggressiva.  Per l’infezione da Covid19, come per tutte le malattie, in particolare quelle infettive, la prima regola è non prenderla. Per la verità come abbiamo potuto constatare si tratta di una patologia altamente infettiva e conseguentemente il rischio di contrarla è molto alto”. A dirlo è Franco Antonio Salvoni, medico e consigliere comunale di Capannori.

“Se dovessimo essere contagiati e ci ammalassimo ci affideremo al nostro servizio sanitario nelle sue varie componenti che interverranno a seconda delle necessità – spiega -. Possiamo stare certi che, come è avvenuto finora, potremo contare su un’assistenza di qualità sia sotto il profilo professionale che sotto quello umano. Avremo a disposizione medici, infermieri e strutture con assistenza e terapie che fino ad oggi si sono dimostrate valide ed efficaci.  Ma il primo intervento, prima di essere contagiati, prima di ammalarsi, prima di chiamare in causa il servizio sanitario, è del tutto a nostro carico. Siamo noi che dobbiamo difenderci prevenendo il contagio. Quindi rispettiamo le regole che ci vengono date. Mascherine adeguate, distanziamento sociale, scrupolosa igienizzazione delle mani, evitare il sovraffolamento e gli assembramenti, e, particolarmente importante ora che si va nella stagione fredda, aerare i locali in cui ci troviamo”.

“Infatti se d’estate vivevamo prevalentemente all’aperto e comunque i locali avevano le finestre aperte – aggiunge -, d’inverno passeremo lo maggior parte del tempo al chiuso, con porte e finestre chiuse; quindi con un ricambio d’aria praticamente nullo. E’ stato dimostrato che il contagio può avvenire anche da soggetti asintomatici o presintomatici i quali possono emettere con l’aria che espirano particelle di dimensioni piccolissime di dimensioni inferiori ai 5 micron (non i famosi droplets dei soggetti sintomatici)) che contengono il virus e che date le loro piccolissime dimensioni possono rimanere in sospensione nell’ambiente anche per ore. Da qui la necessità, per non respirare aria potenzialmente infetta per lungo tempo, di ricambiare frequentemente l’aria dei locali nei quali risiediamo. Sembra siano sufficienti 5 minuti ogni 30 minuti; peraltro questi tempi sono in funzione di quante persone si trovano nell’ambiente, di quante finestre possono essere aperte e della loro disposizione; anche un’alta escursione termica tra interno ed esterno dei locali può rendere più veloce il ricambio d’aria. Recuperare il caldo dell’ambiente è comunque un’operazione veloce. Il sindaco Menesini ha emanato un’ordinanza in tal senso, raccomandando anche che questa pratica venga messa in atto anche all’interno delle abitazioni private. Infatti la maggior parte dei contagi avviene all’interno della famiglia e quindi particolarmente nelle case dove vivono soggetti fragili insieme con membri che escono per lavoro studio etc. risulta particolarmente importante applicare questa raccomandazione. Fino all’inverno scorso solevamo dire: ‘Chiudi che entra il freddo’ ora dovremo dire ‘Apri che esce il virus’. Spesso parliamo di prevenzione pensando ad altri, in questo caso è tutta nelle nostre mani”.

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