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La protesta del Pd di Marlia: “No a un mini-inceneritore alle porte del paese”

Preoccupa l'impianto sull'ambiente e sul traffico

Dura presa di posizione del Partito Democratico di Marlia nei confronti del progetto che una società lombarda, la Sime Energia, ha presentato in Regione Toscana per realizzare, nello stabilimento della Industria Cartaria Pieretti di Marlia, un impianto di trattamento di rifiuti in legno e produzione di biomassa, destinata poi ad essere bruciata per la produzione di energia e vapore a servizio della cartiera.

Il progetto dell’impianto, attualmente al vaglio degli uffici regionali per la verifica di assoggettabilità a Via., sta generando non poca preoccupazione nei residenti, perchè prevede il trasporto nei locali della cartiera di ben 25mila tonnellate l’anno di rifiuti in legno, che sarebbero trasformati in biomassa e portati a combustione nel nuovo impianto. Il Circolo Pd non ha dubbi ed esprime un “no” secco e ben motivato al nuovo impianto.

“Il progetto presentato in Regione Toscana è a tutti gli effetti un mini termovalorizzatore dall’impatto ambientale preoccupante – dichiarano dal Pd di Marlia – Non possiamo permetterci che un impianto di questo tipo venga realizzato né a Marlia, né in un territorio come la Piana di Lucca, già maglia nera per aria inquinata in Toscana, con i trentotto superamenti del valore limite di polveri sottili nell’aria rilevati nel corso del 2019 dalla centralina di Capannori”.

A conferma della scenario critico dell’aria lucchese, la stessa azienda proponente dichiara nel progetto al vaglio della Regione che le concentrazioni giornaliere di polveri sottili superano i valori limite previsti dalla normativa a causa dei valori di fondo già elevati.

“Valutiamo sempre con grande attenzione i nuovi progetti proposti dalle aziende del territorio, che in un momento difficile come questo continuano con fatica a lavorare ed a garantire posti di lavoro – continuano dal Circolo di Marlia – per questo è legittimo che le imprese chiedano di sperimentare nuove tecnologie, ma in questo caso non ci sono dubbi: un progetto come questo rappresenterebbe un decisivo passo indietro per la nostra comunità, per l’impatto ambientale che produce in termini di emissioni ed inquinamento dell’aria e perché aggraverebbe non poco la situazione di traffico pesante nei nostri centri abitati”.

Come dichiarato dalla ditta proponente, l’approvvigionamento energetico e di vapore della Industria Cartaria Pieretti è garantito allo stato attuale da un cogeneratore ad alto rendimento alimentato a gas naturale che, dai dati presentati, riesce pienamente a soddisfare il fabbisogno di vapore dell’azienda, pari a 25 tonnellate l’ora.

“Non solo l’azienda è ad oggi già autonoma dal punto di vista energetico, ma dichiara apertamente che la biomassa prodotta in eccesso nel nuovo impianto sarà venduta a terzi – proseguono dal Circolo Pd – Ci domandiamo quindi se sia davvero necessario realizzare un impianto così impattante, che andrebbe ad aggravare una situazione già compromessa. Le motivazioni economiche in questo caso non sono sufficienti: non è ammissibile che alle aziende sia consentito fare quanto ai cittadini spesso viene vietato, visti i divieti di accensione dei caminetti che dobbiamo osservare durante i mesi invernali a causa dell’elevata concentrazione del particolato”.

A preoccupare è anche il dato del transito dei tir, che l’azienda proponente quantifica in 31 mezzi al giorno. “Anche l’aspetto del traffico pesante è a dir poco allarmante: se il progetto fosse autorizzato dalla Regione decine di tir si riverserebbero sulle strade capannoresi, andandosi ad aggiungere ai 3500 camion che circolano ogni giorno su Viale Europa e alle più di 400 unità pesanti che quotidianamente attraversano via Masini, tra cui anche i tir che già si dirigono alla Industria Cartaria Pieretti – concludono dal Circolo Pd – Per questi motivi chiediamo ai Comuni e a tutti gli enti coinvolti di intervenire con fermezza nel procedimento aperto in Regione e fare tutto il possibile per opporsi ad un impianto che contrasta con lo sviluppo sostenibile che vogliamo per il nostro territorio”.

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