Da oltre dieci giorni chiusi in casa in attesa del tampone, disagi per una famiglia di Capannori

Impossibile prenotare anche i test rapidi: "Non abbassate mai la guardia nemmeno con i parenti"

Continuano i disagi legati ai ritardi degli esiti dei tamponi. A raccontarci la propria Odissea anche una giovane ragazza residente nel Comune di Capannori che, dopo aver avuto qualche linea di febbre, preoccupata, ha deciso di prenotare un tampone al Campo di Marte.

Stessa sorte anche per il padre, convivente, che ha accusato malessere qualche ora prima della figlia. Ad oggi, però, dopo più di una settimana, non hanno ricevuto ancora l’esito dei tamponi.

Forte preoccupazione anche per alcuni parenti con i quali la ragazza è stata a stretto contatto qualche ora prima di stare male: dal 2 novembre, infatti, i due nuclei familiari si trovano in quarantena preventiva in attesa di un messaggio dell’Usl.

Tanta comprensione per il personale sanitario e per le tante problematiche legate all’emergenza Covid, ma per questa famiglia Capannorese è arrivato il momento di alzare la voce. Un’attesa definita “inaccettabile” che ha fermato lavoro ed impegni importanti, recando alla famiglia disagi di varia natura.

Sapevo che c’erano stati dei ritardi ma non mi sarei mai aspettata una cosa del genere – racconta la ragazza – Pensare che al Drive mi hanno detto ‘sicuramente già domani troverai i risultati sul sito dell’Usl’. Dovevo aspettare solo 24/48 ore, e invece sono passati otto giorni. Ho avuto solo qualche linea di febbre e nel giro di poche ore sono stata subito meglio, ma c’è comunque tanta preoccupazione. Il mio medico nemmeno risponde al telefono perché ha troppi pazienti in difficoltà”.

“Mi sono chiuso in casa appena ho avvertito malessere – racconta il padre della ragazza – Tramite il mio medico sono riuscito a prenotare due tamponi al Drive through dopo qualche giorno, il 4 novembre. Fila a parer mio organizzata malissimo, dopo più di un’ora dall’orario dell’appuntamento ero sempre fermo in macchina con mia figlia. Tra poco terminano i 14 giorni di quarantena e secondo le regole vigenti dovrei fare anche un secondo tampone, ma devo ancora ricevere i risultati del primo. Mi hanno dato una serie di numeri da contattare, vediamo adesso che succede”.

“Mi sono isolata appena mia cugina mi ha riferito di essere stata poco bene – racconta una familiare – Ci eravamo appena viste e non ho voluto rischiare. A leggere i giornali, in particolare i comunicati stampa di alcuni politici, i disagi legati ai ritardi si sarebbero dovuti risolvere nel giro di poche ore, invece sono chiusa in casa dal 2 novembre, naturalmente indossando sempre la mascherina e stando isolata dal resto della mia famiglia. Tante scuse, ma la situazione non tende a migliorare. Tra poco avrei anche terminato i 14 giorni di quarantena previsti per i ‘contatti stretti’ e non so ancora se era Covid o una banale ‘frescata’”.

“Per togliermi il pensiero, senza dover aspettare l’esito di mia cugina – racconta ancora la familiare – in questi giorni ho anche cercato di prenotare un tampone rapido per me. Un’altra Odissea: il mio medico non vuole farli per paura di ricevere pazienti positivi nel suo studio e la farmacia che si era resa disponibile ad effettuare tali test ci ha riferito di averli momentaneamente sospesi per ordine dell’Usl. L’unica opzione che mi rimane è quella di rivolgermi ad un privato, ma se anche lì devo aspettare un’altra settimana che senso ha?”.

Anche padre e figlia hanno cercato di prenotare a pagamento un altro tampone nella speranza di ricevere risposte almeno da un privato, ma gli è stato risposto che prima devono obbligatoriamente attendere la risposta del primo test. La madre, convivente con i due, è una volontaria della protezione civile ed ha effettuato un test sierologico qualche giorno prima dei malesseri della famiglia, risultando negativa. Una vana speranza che però non placa certo la preoccupazione.

“Io e la mia famiglia ci siamo isolati nonostante l’esito non ancora pervenuto. Ma in quanti lo avranno fatto? – conclude – Questa situazione è molto pericolosa e non più accettabile. Raccomando a tutti di non abbassare mai la guardia nemmeno con i parenti e gli amici. La mascherina è bene indossarla anche con persone di cui ci fidiamo ciecamente, il virus purtroppo colpisce tutti e fa pagare cara anche la più piccola disattenzione”.

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