25 novembre, Giada Alessandri (Fdi): “Stop alla violenza di genere”

L'esponente del partito della Meloni mette in guardia: "Nel periodo di pandemia i casi sono triplicati, con ben 28 femminicidi"

“Questo periodo di pandemia ha fatto sì che oltre la piaga sanitaria ed economica emergesse ancora di più la piaga sociale della violenza di genere. Nel periodo di pandemia (dal 9 marzo al 3 giugno)  i casi di violenza sono triplicati, con ben 58 femminicidi. Il vero problema di sicurezza nel nostro paese riguarda le donne che, oggi più che mai, sono costrette a vivere in casa da sole con il loro carnefice”. Lo dichiara Giada Alessandri (Fdi) in vista del 25 novembre, Giornata internazionale contro la violenza sulle donne.

“Nel nostro paese una donna su tre ha subìto qualche forma di violenza nel corso della sua vita, specialmente in famiglia – dice – Oltre alla violenza fisica e/o sessuale, le donne subiscono spesso anche violenza psicologica ed economica, cioè comportamenti di umiliazione, svilimento, controllo ed intimidazione, nonché di privazione o limitazione nell’accesso alle proprie disponibilità economiche o della famiglia”.

“La violenza psicologica non è meno importante di quella fisica: è sempre violenza. Questo vuol dire che in Italia poco meno di sette milioni di donne tra i sedici e i settant’anni hanno subìto violenza e ciò nel 2020 è inaccettabile. Il soggiogamento psicologico è più forte di quello fisico, poichè vincola la donna a restare in questa situazione senza avere vie d’uscita – prosegue – Da donna, esorto le altre donne a denunciare e rivolgersi a chi di dovere per uscire dalla loro situazione di sofferenza, ma tengo a fare anche un accorato appello alle istituzioni, affinchè prendano in considerazione di attuare una rivoluzione culturale partendo dalle scuole, con campagne di divulgazione che sempre più coinvolgano gli uomini a cambiare il loro modo spesso distorto di vedere la donna. Parificando ad esempio anche le retribuzioni”.

“Tanto è stato fatto, ma non basta – conclude – Il retaggio culturale che si sta diffondendo è ‘malato’ e la deriva è seria e preoccupante: nella giornata del 25 novembre, dedicata all’eliminazione della violenza sulle donne, questo principio va ribadito ancora di più, tutti i giorni deve  essere il 25 novembre. Dire stop alla violenza di genere è un dovere sacrosanto ed un diritto imprescindibile”.

Sempre per Fratelli d’Italia interviene anche l’onorevole Riccardo Zucconi: “Per molte donne – dice – in tutto il mondo, il 2020 è stato un anno caratterizzato da una doppia paura: quella per il Covid-19 fuori e quella per il proprio aguzzino dentro le mura domestiche. Con la pandemia infatti sono aumentati notevolmente i casi di violenza domestica, sia fisica che psicologica, ai danni di donne o madri in balia dei loro compagni, spesso ancor più aggressivi a causa dello stress da virus, dalla perdita di lavoro o semplicemente da una situazione claustrofobica dentro casa”.

“Basti pensare – prosegue – che secondo l’Onu, nel 2020 sono previsti almeno 15 milioni in piu’ di casi di violenza domestica: una cifra allarmante, determinata anche dalla difficoltà nello spostarsi, nel denunciare o anche semplicemente nel chiedere aiuto. Si dice sempre che il 25 novembre dovrebbero essere tutti i giorni dell’anno, ma occorre fare molto di più: penso all’educazione nelle scuole, al ruolo fondamentale della famiglia e delle istituzioni, ad una parità reale e tangibile nel mondo economico e del lavoro. Perché non dimentichiamo che dietro alla violenza fisica si cela spesso una dipendenza economica, che ostacola ogni possibile via di fuga per le vittime, legandole ancora di più in modo indissolubile a chi le costringe quotidianamente a subire violenze”.

“Non abbassiamo la testa – conclude – combattiamo ogni giorno questa barbarie fino a quando non ci sarà più nemmeno una donna che avrà bisogno di essere difesa”.

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