Promozione della cultura del riutilizzo dei rifiuti, Capannori in prima fila al progetto Reusemed

Alla presentazione online presenti anche Giordania, Spagna e Tunisia

Una conferenza stampa internazionale quella che si è tenuta questa mattina (26 novembre) sulla piattaforma Zoom che, oltre a Giordania, Spagna e Tunisia, ha visto online anche l’Italia grazie alla partecipazione del Comune di Capannori e della Fondazione Reggio Children – Centro Loris Malaguzzi.

Oggi, infatti, è stato presentato Reusemed, il progetto dedicato alla promozione della cultura del riutilizzo dei rifiuti nel bacino del mar Mediterraneo a livello comunale. E chi, meglio di Capannori, conosciuta anche a livello nazionale proprio per le sue buone pratiche Zero Waste, poteva aderire al progetto?

Reusemed vede la partecipazione di ben otto partner provenienti da quattro paesi vicini del Mediterraneo ed è guidato dalla Municipal Sanitation Company di Córdoba, Sadeco. Il suo budget totale è di 3,2 milioni di euro. Di questi, il 90% (ovvero circa 2,8 milioni di euro) è stato finanziato dall’Unione Europea attraverso il programma Eni Cbc Med.

Oltre all’assessore all’ambiente Giordano Del Chiaro che questa mattina ha espresso tutta la sua soddisfazione nel partecipare a questo prestigioso progetto, al meeting online erano presenti anche  Fabrizio Paloni, coordinatore della segreteria tecnica del programma Eni Cbc Med; David Dorado, vice sindaco del consiglio comunale di Córdoba e presidente di Sadeco; Hussain Mahidat, capo dell’Unità rifiuti del Ministero dell’amministrazione locale giordano e Kamel Allouche, sindaco di Sakiet Ezzit (Tunisia).

Il progetto Reusemed

Le pubbliche amministrazioni dei quattro paesi coinvolti tendono a concentrare i loro sforzi sul riciclaggio, molto meno, invece, sulla promozione del riutilizzo dei rifiuti da parte dei cittadini e sulla riparazione di beni che possono avere una seconda vita, completando così il ciclo delle quattro R dell’economia circolare, ovvero: riduci, riutilizza, ricicla e ripara.

Il progetto mira così a creare reti municipali basate su circuiti di riutilizzo di elettrodomestici, mobili, libri, vestiti, rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (Raee) e cibo, sul compostaggio e su programmi di baratto e prestiti.

Per creare le reti, le quattro città coinvolte – Capannori, Cordoba in Spagna, New Deir Allaa in Giordania e Sakiet Ezzit in Tunisia – progetteranno e testeranno installazioni di compostaggio, punti di raccolta di cibo nei mercati, centri di riparazione e riutilizzo, ma anche angoli di riutilizzo in negozi e bar.

 “È un grande onore per noi essere qui e far parte di questa squadra – ha commentato Del Chiaro – Sono realmente contento che con questo progetto il Comune di Capannori possa avere accesso a importanti finanziamenti europei che ci consentono di valorizzare e proseguire nei prossimi anni il grande lavoro che già è stato fatto sul tema del riuso dei materiali. Quando persone provenienti da paesi diversi e con attività tra loro molto diverse aderiscono ad unico progetto condividendo esperienze e obiettivi, per noi è veramente una grande fonte di gioia e di ottimismo per il futuro della nostra civiltà. Specialmente nei tempi duri in cui viviamo oggi è bello fare squadra”.

“Oggi – ha proseguito Del Chiaro – mi trovo qui a rappresentare il mio Paese insieme alla Fondazione Reggio Children soprattutto per il modello di Capannori dato da una collaborazione tra enti pubblici e privati. Un altro punto che mi rende particolarmente fiero è la storia del nostro territorio. Il Comune di Capannori ha sempre posto particolare attenzione all’impronta ambientale della nostra comunità, agendo sempre in modo consapevole e rispettoso dell’ambiente e delle risorse”.

“Questo – ha spiegato – è l’unico modo di lavorare se vogliamo preservare la sostenibilità ma anche la sopravvivenza del nostro ambiente. Allo stesso tempo abbiamo anche cercato di insegnare queste buone pratiche, di mandare messaggi importanti anche alle altre comunità. Proprio per questo Capannori è la prima città Zero Waste in Italia“.

“Negli ultimi anni – ha concluso Del Chiaro – abbiamo fatto tante esperienze, alcune con risposte molto soddisfecenti, altre meno, ma tutta la comunità e le istituzioni hanno contribuito a creare un ottimo lavoro. Oggi siamo qui per fare un altro passo per cercare di alzare ancora di più il livello della nostra azione, della nostra scommessa

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