Baronti: “Un obbrobrio per la Piana la struttura militare a Tassignano”

L'ex assessore regionale: "Il Comune poteva vietare il transito dei mezzi pesanti per opporsi al progetto"

“C’è un intruso nella Piana di Lucca che sta crescendo nell’area demaniale aeroportuale militare in tutta la sua obbrobriosa imponenza, adesso è solo allo stato scheletrico ma quando sarà, fra qualche settimana, completamente rivestito, sarà una presenza che cambierà per sempre il profilo dell’orizzonte della piana e il panorama capannorese. Da qualunque parte sarà visibile, e diventerà un vero e proprio peso sullo stomaco soprattutto per i capannoresi”. Lo dice l’ex assessore regionale Eugenio Baronti.

“Non sono uno che fa polemiche pretestuose, lo so che la zona è di proprietà del demanio militare e che pertanto è soggetta a servitù e quindi i militari posso fare ciò che vogliono anche senza l’autorizzazione da parte dell’amministrazione. Allora, non si poteva fare proprio niente? Non sono assolutamente d’accordo con chi sostiene questo. Mi permisi qualche hanno fa di consigliare una strategia che poteva essere estremamente efficace: parere nettamente contrario da parte dell’amministrazione comunale accompagnate da ordinanze di contrasto perché, se è vero che dentro l’area demaniale militare loro fanno quel che vogliano, è altrettanto vero che fuori da quell’aria il Comune può fare altrettanto”.

“Una delle misure di contrasto efficace – sostiene – poteva essere quella di interdire al traffico veicolare pesante via dell’aeroporto e via del Casalino, impendendo in questo modo l’accesso all’area ai tanti camion militari che quotidianamente usufruiranno della struttura una volta ultimata, insomma, invece di accettare “ l’obbrobrio” in cambio di un piatto di lenticchie (qualche spazio verde attrezzato e poco altro) sarebbe stato necessario mettersi di traverso con determinazione perché in questo modo saremmo potuti entrare a gamba tesa nelle profonde contraddizioni e divisioni interne ai militari rispetto all’utilità di questa struttura per fini di addestramento. Una parte sosteneva apertamente che questa opera era una pagliacciata del tutto inutile, uno spreco enorme di risorse pubbliche, un’altra parte invece ne esaltava l’efficacia e l’utilità militare. Questo scontro interno ha ritardato per oltre 6 anni la decisione. Hanno vinto quelli favorevoli ma se ci fosse stato anche l’ostracismo convinto e determinato da parte dell’amministrazione forse, dico forse, le cose sarebbero potute andare diversamente. Così oggi ci ritroviamo a due chilometri in linea d’area con il centro di Capannori, un’importante area militare in piena attività con un impatto che sarà estremamente pesante”.

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