Natale, il sindaco D’Ambrosio: “Ingiusto proibire gli spostamenti fra Comuni”

Il primo cittadino di Altopascio rilancia la proposta del deputato Umberto Buratti. Il senatore Marcucci: "Conte cambi quelle norme sbagliate"

“‘Io vivo ad Altopascio, mia sorella ad Orentano: non voglio stare da sola il giorno di Natale”. Oppure: “Mio figlio sta a San Salvatore, io vivo a Marginone, non potrò vederlo?’.

“Quante storie – scrive su Facebook il sindaco di Altopascio, Sara D’Ambrosio – come quelle delle signore che ho incontrato stamani? Decine e decine, soprattutto per noi, che viviamo in un territorio di confine, dove da sempre la vita si sviluppa tra più comuni, tra più province. E a noi l’ultimo decreto del governo, che vieta lo spostamento tra comuni diversi per i giorni del 25 e 26 dicembre e del primo gennaio, coinvolge direttamente, perché è normale, qui, avere i legami stretti che vivono in un territorio confinante”.

“Mi auguro che siano date interpretazioni un pochino più elastiche – dice -,perché continuare a leggere l’Italia per confini comunali, quando la maggior parte del territorio italiano è formato da piccole realtà diffuse, dove davvero il ‘confine’ è segnato da un attraversamento pedonale, lo trovo poco efficace e poco corretto, nei confronti delle persone e nei confronti delle attività economiche. Non viviamo tutti in grandi centri, da noi è la normalità avere famiglie dislocate in più comuni, è la normalità sviluppare la vita in modo diffuso sul territorio, spostarsi tra territori per lavorare, per andare a scuola, per fare acquisti o per costruire le nostre relazioni sociali e familiari”.

“È necessario contenere la diffusione del contagio, ma è altrettanto necessario pensare a chi è a da solo e a questo proposito spero si trovi un accordo che consenta a tutti coloro che vivono da soli di ricreare la loro piccola famiglia per Natale. I cittadini sono tutti uguali e più che parlare di confini, mi concentrerei a dare indicazioni inclusive, magari più elaborate, ma proprio per questo ancora più capaci di limitare la diffusione del Covid senza creare disparità tra territori”.

Per questo motivo rilancio la proposta del deputato Umberto Buratti, che invita il governo a creare zone omogenee composte da piccoli comuni in cui siano consentiti gli spostamenti dei residenti. È possibile prevedere anche un parametro chilometrico collegato a criteri precisi (per evitare, ad esempio, che le persone stiano sole), entro cui poterci muovere liberamente, sempre nel rispetto delle regole, che ci consentano sì di mettere al centro il contenimento del Covid-19, ma anche la tenuta sociale, psicologica, umana delle nostre comunità“.

“Sono certa che le persone faranno la cosa più prudente per se stessi e per gli altri: diamo fiducia ai cittadini, diamo indicazioni chiare e facilmente attuabili per tutti e fidiamoci anche noi gli uni degli altri, perché, oggi ancora di più, c’è bisogno di comprensione, di umanità, di rispetto”.

Sul tema anche il senatore Andrea Marcucci: “25 miei colleghi senatori del Pd mi hanno scritto per chiedermi di insistere con il governo affinché cambi la mobilità comunale nelle giornate del 25,26 e 1 gennaio. Mi rivolgo direttamente al premier Conte: cambi quelle norme sbagliate. Lo chiedono le Regioni e tanti parlamentari anche di maggioranza”.

“Non è una questione di poco conto – prosegue –  riguarda milioni di famiglie che abitano in zone limitrofe, divise soltanto dai confini del proprio Comune. Bisogna, a mio avviso, rendere possibile, nel rispetto delle norme, i ricongiungimenti familiari ed affettivi anche solo per poche ore. Servirebbe anche non discriminare tra attività economiche di città ed attività economiche di paese. Quando si scrivono norme sbagliate, bisogna avere la forza di correggerle in tempo utile”.

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