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Caruso (Lega): “Video Lgbt su sito Comune di Capannori inammissibile provocazione”

Il consigliere di opposizione: "Sono i primi effetti dell'adesione all'ideologia gender"

Il consigliere comunale della Lega Domenico Caruso critica la decisione dell’amministrazione comunale di Capannori di pubblicare sui canali social del Comune cinque video sul tema Lgbt visibili da oggi (23 dicembre)

“L’adesione del Comune di Capannori alla rete Ready (rete nazionale delle pubbliche amministrazioni antidiscriminazione per orientamento sessuale e identità di genere) – afferma Caruso – comincia a dare i suoi primi frutti perversi ed è spiacevole constatare che l’amministrazione Menesini abbia a cuore la promozione dell’ideologia gender che propone la cancellazione della naturale identità maschile e femminile a favore di identità neutre da decidere di volta in volta sulla base del desiderio individuale”.

“Si tratta, come sappiamo – prosegue – di una ideologia che pur non avendo alcun fondamento scientifico, giuridico, culturale costituisce un formidabile attacco alla dignità della persona umana e alla famiglia naturale che si intende cancellare unitamente ai ruoli definiti e complementari di padre e madre, uomo e donna con le loro naturali e giuste differenze. Per queste ragioni, il bombardamento mediatico con la pubblicazione di ben cinque video sui canali social nell’antivigilia di Natale assume il significato di una inammissibile provocazione poiché il Natale propone il modello perfetto della Sacra Famiglia di Nazareth con Padre, Madre, Figlio visto come fumo negli occhi dai fautori della teoria gender”.

“In un particolare momento segnato da enormi sacrifici per tutti gli italiani le cui libertà fondamentali sono state cancellate dai provvedimenti autoritari del governo – prosegue Caruso – non era proprio il caso di utilizzare tempo e risorse per fare sterile propaganda attraverso forme apparentemente innocue ma capaci di condizionare la psiche di persone, soprattutto ragazzi, che possono cadere nell’inganno che si possa decidere di essere un giorno uomo, un altro donna e un altro ancora chissà cosa sulla base di una scelta individuale certamente non libera ma coartata da modelli comunicativi subdoli come quelli scelti dal Comune di Capannori”.

Le priorità dei cittadini sono altre – conclude – e non voglio che Capannori diventi un luogo da colonizzare con la diffusione di una ideologia che intende sovvertire la realtà per imporre nuovi e ingannevoli modelli di identità personale, familiare e sociale”.

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