D’Ambrosio: “Il covid non ferma Altopascio: avanti verso la riqualificazione di mura e centro e con il progetto del palasport”

Il bilancio del sindaco dopo l'anno più difficile e uno sguardo al futuro: "Abbiamo cercato di tenere sempre fede a quanto ci eravamo proposti di fare"

Sindaco D’Ambrosio, quello che sta per terminare è senza dubbio l’anno più difficile per chiunque guidi un’amministrazione. Per guardare con ottimismo al futuro cosa le resta del 2020 come elemento da cui ripartire?

Difficile lo è stato, questo senza dubbio. Ma in generale non mi piace parlare di ripartenza, nuovo inizio, perché mi sembra un modo per buttarsi dietro le spalle tutto quello che abbiamo vissuto, imparato, scoperto in questo anno, senza far tesoro degli errori e degli insegnamenti che abbiamo appreso sulla nostra pelle. Come se il domani fosse scollegato o scollegabile da quello che è successo ieri. Troppo spesso la politica parla di ricominciare, col rischio sempre più concreto di perdere la propria credibilità. Io dico che nel 2021 si continua a lavorare per mettere sempre più al centro le persone, le relazioni, l’umanità che in questo 2020 abbiamo sacrificato in nome del bene prezioso che è la salute. Le persone, tutti noi, tutti coloro che hanno fatto la differenza, sono stati capaci di adattarsi al cambiamento: saremo capaci di adattare le nostre vite alla nuova normalità che ci aspetta. Siamo stati capaci di dare il meglio di noi in tantissime occasioni (non tutte, perché c’è chi si è comunque contraddistinto per episodi da dimenticare). La solidarietà, la vicinanza, l’emozione condivisa sono stati alcuni dei motori più grandi che hanno trainato i nostri animi affaticati durante questo anno che sono sembrati dieci. Nel 2021 dobbiamo far tesoro di questo e iniziare a mettere in pratica una nuovo modello di relazioni sociali ed economiche, non più basate sulla corsa sfrenata, ma sulla condivisione.

Non solo Covid, quali sono i provvedimenti di cui è più orgogliosa per l’anno appena trascorso ad Altopascio?

Non solo Covid, hai detto bene. Certo il Covid ci ha impegnato e ci sta impegnando moltissimo, anche a livello economico e a questo proposito basti dire che come amministrazione comunale siamo riusciti a varare la manovra Altopascio con te di circa 800mila euro destinati a famiglie, cittadini, imprese, attività commerciali e settori direttamente colpiti dal lockdown e dalle limitazioni, associazioni sportive e del terzo settore.
Tuttavia il Covid non è tutto. Il Covid si è aggiunto alla vita amministrativa, che è comunque andata avanti. Uno dei nostri obiettivi fin dall’inizio della pandemia è stato quello di cercare di mantenere anche gli impegni che avevamo preso: non è stato facile, perché lo stop imposto dalla pandemia ha creato dei rallentamenti, ma sono tanti i cantieri e i progetti che abbiamo concluso o avviato. Nuovo centro di raccolta in località Cerro (mancava da oltre 10 anni e Altopascio, nonostante sia il secondo comune per grandezza servito da Ascit, era sprovvisto di questo servizio), nuovo percorso pedonale in sicurezza in località Michi, nuovo acquedotto e nuove asfaltature a Spianate e a Marginone, nuove attrezzature nei parchi pubblici, palestra a cielo aperto nel parco dei Caduti della Polizia di Stato (in via della Libertà), nuovo sistema di videosorveglianza nel centro e nelle frazioni che ci consente di effettuare un controllo puntuale del territorio, nuova illuminazione nelle frazioni, interventi sui cimiteri, messa in sicurezza antincendio delle scuole di Badia Pozzeveri, Spianate e della scuola media di Altopascio. Abbiamo poi presentato il progetto esecutivo per la nuova scuola media, che dovrà sorgere in via San Francesco, lì dove nascerà anche il palazzetto dello sport, e siamo risultati 9° nella graduatoria regionale (eravamo 38°), piazzandoci quindi nelle prime dieci posizioni del bando regionale Bei 2 (Banca europea degli investimenti) 2018-2020, per l’ottenimento dei finanziamenti per i lavori di nuova edificazione, adeguamento e ristrutturazione e messa in sicurezza degli edifici scolastici: il nostro finanziamento è di 6 milioni di euro e visto l’ottimo piazzamento siamo molto fiduciosi. E poi ci sono i progetti, quelli che riguardano direttamente il mondo della cultura, del sociale, della scuola e dell’ambiente, che magari non sono visibili quanto una strada asfaltata, ma indicano la via di ciò che dovrà essere il nostro paese nei prossimi anni: un paese sempre più accessibile, dove si colmano le distanze sociali, si offrono servizi per tutte le fasce di età, si migliora la qualità della vita dei cittadini, con servizi efficienti, con tassazioni agevolate e con investimenti nelle infrastrutture e nell’ambiente. Altopascio non era mai stata così tanto in fermento dal punto di vista degli interventi pubblici e degli investimenti privati come lo è negli ultimi anni: ho molta fiducia nel futuro.

E cosa resta ancora da fare, di importante, di qui alla conclusione del mandato?

Dobbiamo appaltare e avviare i lavori per la riqualificazione delle mura urbane e del centro storico, con la ristrutturazione dell’area dei silos dei granai, far partire il cantiere della nuova piazza di Spianate, fare la gara per il palazzetto dello sport. Inoltre vogliamo proseguire con gli investimenti nelle scuole, partendo dalla realizzazione della nuova scuola di Badia Pozzeveri, rispetto alla quale ci troviamo ora a gestire una di quelle lungaggini tipiche del sistema-Italia. Le prime due ditte in graduatoria per la realizzazione della scuola stanno litigando contendendosi i lavori: pochi giorni fa il Tar ha dato ragione alla seconda: così come previsto dalla sentenza del tribunale amministrativo della Toscana procederemo con l’aggiudicazione dei lavori a questa ditta, cosa che ci permette finalmente di partire. Dico finalmente non a caso: è un anno che tra la sospensione causata dal Covid e i tempi del Tar stiamo aspettando di poter avviare il cantiere. Si asfalta da cima a fondo via dei Barcaioli, mentre siamo già partiti con l’intervento per l’illuminazione pubblica su via vecchia Romana (un intervento atteso da tantissimi anni). C’è poi da arrivare all’approvazione del nuovo piano operativo di Altopascio, lo strumento che ci permette di governare e ridisegnare dal punto di vista urbanistico il futuro del nostro paese, in base a principi chiari di sostenibilità, condivisione, socialità. E poi ci sono le cose cosiddette più piccole, che sono ugualmente essenziali: nuovi interventi sulla pubblica illuminazione nelle aree mancanti, nuove asfaltature, ulteriori interventi sui cimiteri, nuove azioni per il decoro complessivo del paese.

Il 2020 è stato anche l’anno in cui lei è uscita dal Pd dopo il ‘caso Remaschi’. Pensa che questo possa incidere nella sua corsa per il bis in Comune nel 2021?

No, non inciderà. Quella di uscire dal Partito democratico è stata una mia scelta personale discussa e condivisa col gruppo che da sempre mi sostiene, a partire dai miei consiglieri e dai miei assessori. Siamo una squadra a prescindere dalla tessera di partito. Inoltre il Pd ad altopascio esiste sempre ed è nella maggioranza di governo, nessuno strappo quindi. Io però, insieme ad altri, non ho più ritenuto opportuno di far parte di un partito – e per me era la mia casa dal 2008 – che non ha compiuto scelte condivise. Ho visto un lento arroccamento: sogno al contrario un gruppo largo, una squadra ampia, che sappia scegliere le persone migliori per i ruoli decisivi a prescindere da correnti e posizionamenti… realizzabile? Non lo so. Anche conquistare Altopascio nel 2016 sembrava impossibile…e invece.

Che coalizione immagina per proseguire nell’esperienza di centrosinistra alla guida di un comune che per anni è stata di altro segno? Quali le parole d’ordine per un nuovo mandato?

Hai presente quando compri una casa da ristrutturare? Per prima cosa apri le finestre, fai entrare aria nuova, la svuoti, poi cominci a mettere le mani alle fondamenta con l’obiettivo di renderla solida e resistente. E poi arriva il bello: imbiancatura delle stanze, arredamento, dettagli, mobili, sistemazione del giardino. Bene per noi è stato uguale. Siamo a metà dell’opera, il lavoro va finito. Parole d’ordine: se il mio slogan, nel 2016, era un’altra storia, ora è la storia deve continuare, insieme, come lo è stato fino ad adesso. Senza nemici, senza quell’aria pesante e stantia di quando siamo arrivati. Altopascio si è svegliata da un lungo torpore, facciamola crescere, abbiamo un enorme potenziale da far conoscere al mondo intero, c’è un enorme potenziale nei cittadini di Altopascio, che hanno voglia di dare il meglio di loro stessi. Ci vuole tempo per cambiare. Chi promette tutto e subito è un imbroglione, nella vita non solo in politica. Noi siamo il cambiamento che parla con i fatti, siamo il futuro che mantiene gli impegni presi.

L’opposizione, specie negli ultimi mesi, è agguerrita e a caccia del ritorno alla guida del Comune: la teme? Pensa che abbia punti deboli?

La minoranza, dopo un lungo sonno di oltre 4 anni, va avanti a colpi di denunce, spostando la politica nelle aule di Tribunale, cosa a mio avviso sempre sbagliata, sempre perdente. Non è il mio modo di fare, non ho mai denunciato nessuno quando i conflitti di interessi erano palesi e sotto gli occhi di tutti, non mi metto certo ora a farlo. Abbiamo tante cose da portare avanti e non sto dietro a queste scorrettezze. Non cambio il mio modo di essere: sono una persona normale, che insieme ad altre persone normali ha deciso di dedicare parte della propria vita a questa bellissima sfida, impegnativa ma bellissima. Non ci siamo arricchiti, anzi! Al contrario di altri a cui la politica ha fatto bene al portafoglio, io resto quella di sempre e non temo chi denuncia me per un fontanello dell’acqua pubblica, impendendo così a tutti gli altopascesi di usufruire di un servizio gratuito che hanno tutti i comuni d’Italia. Oppure che dire di chi cerca di pulirsi la coscienza puntando il dito sulla discarica di località Tavolaia: una vicenda incresciosa, di vera e prolungata illegalità, che noi abbiamo ereditato da chi oggi è all’opposizione e noi, soltanto noi, stiamo cercando di risolvere. Quelli di prima avevano tenuto nascosto e sotto traccia il problema, una modalità che hanno ripetuto per tantissime altre questioni del nostro paese. Poi siamo arrivati noi, abbiamo aperto i cassetti, ci siamo messi le mani nei capelli e, un secondo dopo, ci siamo rimboccati le maniche per risolvere, per ripristinare la legalità in molte situazioni, per rimettere in moto il nostro comune che era fermo e isolato da anni, per dare nuovi servizi ai nostri cittadini, per gettare le basi per uno sviluppo e un futuro che non sia più solo e unicamente fatto di cemento incontrollato. Mi viene da ridere se penso a dove può arrivare una persona assetata di potere: siamo distanti anni luce e ne vado fiera.

Un augurio agli altopascesi per il 2021

Ai miei concittadini per il 2021 auguro, innanzitutto, la salute. Con la salute sapremo risollevarci tutti insieme, ne sono sicura. E poi la possibilità di realizzare, grazie anche al supporto e alla presenza dell’amministrazione comunale, ciò che ognuno di loro, dal più piccolo al più grande, spera, sogna, desidera. Per questo ai miei concittadini dico: forza! Andiamo avanti insieme, con la stessa tenacia, la stessa voglia di riscatto che ci ha contraddistinto in questi anni e soprattutto nell’ultimo difficile 2020. Noi ci siamo e continueremo ad esserci.

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