Benigni (Lega) e Scannerini (FI): “Bocciatura della mozione sui buoni carburante è un’occasione persa”

I consiglieri comunali: "Era una proposta per sostenere le attività di delivery"

“La bocciatura della proposta di mozione della nostra mozione sui buoni carburante, da destinare a quelle attività che hanno deciso di sviluppare un sistema di consegne a domicilio a seguito dello scoppio della pandemia di covid19, è una occasione persa”.

Così commentano Ilaria Benigni (Lega) e Matteo Scannerini (Forza Italia), consiglieri comunali di Capannori e consiglieri provinciali.

“La maggioranza di sinistra in consiglio comunale a Capannori ha bocciato la proposta sopra descritta per motivi poco chiari. Dapprima è stato citato il fatto che il costo della consegna è spesso già coperto dal cliente e quindi non a carico delle stesse attività – affermano -. Qui si nota la scarsa visione in ambito microeconomico. Tale incentivo serviva, appunto, ad evitare lo scarico dei costi su una delle due parti. Onde, appunto, favorire il ricorso a tale tipo di servizio senza maggiorazioni. Da dire poi che i ristoratori, le pizzerie, e i distributori di generi alimentari in generale, al fine di resistere alla situazione di difficoltà, non prevedono costi aggiuntivi per la delivery. Quando tutti dispongono di meno risorse, si cerca di migliorare il servizio. La comodità delle consegne è una delle soluzioni studiate per invogliare la gente a comprare nonostante il periodo nero”.

Lezioni di economia di base a parte, una mossa come questa avrebbe avuto un ulteriore effetto. Dare fiducia. Far sentire la vicinanza delle istituzioni a coloro i quali lavorano con meno della metà del volume di affari di marzo scorso, ma non hanno diritto ad alcun ristoro perché formalmente ancora aperti – proseguono -. Niente di fatto. Anzi, per un non ben identificato motivo, si è citata la possibilità di appoggiarsi a servizi di delivery specializzati che possono implementare tale servizio, il tutto all’interno dell’autonomia privata dell’imprenditore”.

“Anche qui poca conoscenza della vita del territorio. Evidentemente chi fa questi interventi mangia poco fuori o semplicemente non si informa. A Capannori, i servizi di delivery, che ritroviamo negli store degli smartphone con le loro app, non consegnano – insistono i due consiglieri -. Detto ciò, noi parlavamo di dare un aiuto economico di 80/100 euro sotto forma di buono alle botteghe capannoresi. Cosa c’entra citare delle multinazionali specializzate che, per fornire i loro servizi, pretendono giustamente una quota sulle consegne?”.

“In fine si cita la solita stabilità di bilancio. Da marzo ad oggi – concludono -, tranne le misure previste dagli incentivi nazionali e quindi coperte dalle risorse stanziate a livello governativo, niente è stato direttamente finanziato dal comune a livello di aiuti diretti. Possibile che un’autonomia territoriale che vede una popolazione di quasi 50mila abitanti, non riesca a stanziare nemmeno 5/6mila euro per delle piccole misure di sostegno? Dove spendiamo i nostri soldi? Le risposte a questa domanda ci sono e non sono piacevoli, ma non è questa la sede per elencare tutto quello che noi vorremmo cambiare. State però certi; l’ennesimo no non ci fermerà dal continuare a lavorare per poter contribuire a dar vita ad una Capannori migliore”.

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