Capannori, tra riduzione del consumo di suolo e tutela del verde prende forma il Piano strutturale

L'assessore Giordano Del Chiaro: "Uno degli obiettivi di partenza è pianificare in modo sostenibile e ordinato lo sviluppo urbanistico del territorio"

Sono circa quattro i chilometri quadrati di suolo sottratti a potenziale edificazione con la nuova perimetrazione del territorio urbanizzato. E’ quanto emerge dalla proposta del Piano strutturale intercomunale che vede coinvolti, oltre a Capannori, i Comuni di Porcari, Altopascio e Villa Basilica, al termine della fase partecipativa con cui sono stati raccolti i contributi di cittadini, imprese e portatori di interesse dei quattro territori.

Proposta, per la quale adesso proseguirà l’iter di confronto istituzionale che la porterà alla conferenza di copianificazione in Regione Toscana e poi all’adozione da parte dei consigli comunali. Per Capannori, che ha un’estensione territoriale di 156 chilometri quadrati, di cui 21,5 attualmente occupati dai centri abitati, nel piano strutturale in corso di redazione si arriverà a una riduzione del territorio urbanizzato di circa 4 milioni di metri quadrati, sottratti a potenziale edificazione.

Insieme alla riduzione del consumo di suolo uno degli elementi centrali della proposta di Piano è l’individuazione, la tutela e la valorizzazione delle aree di pregio ambientale presenti sul territorio, per le quali il nuovo documento di pianificazione prevedrà una loro qualificazione urbanistica in chiave di ‘Parchi territoriali’.

“Uno degli obiettivi di partenza di questo piano strutturale consiste, soprattutto per il territorio di Capannori, nel pianificare in modo sostenibile e ordinato lo sviluppo urbanistico, a fronte di una urbanizzazione che negli ultimi decenni del secolo scorso è avvenuta in maniera poco organica, come conferma un tessuto insediativo dislocato prevalentemente a macchia di leopardo – spiega l’assessore Giordano Del Chiaro -. In questa direzione, per quanto riguarda Capannori, si sta delineando una proposta di piano strutturale all’insegna del risparmio di suolo, con oltre 4 milioni di metri quadrati sottratti a nuova potenziale edificazione a favore del riuso di aree già urbanizzate e della conversione di immobili dismessi. Altro asse portante del nuovo piano sarà la massima valorizzazione e tutela delle aree di interesse ambientale ed ecologico, in linea con la strategia portata avanti fino ad oggi. Aree di pregio quali il lago della Gherardesca, l’oasi del Bottaccio, i Laghetti di Lammari, il Padule di Massa Macinaia, diventeranno dal punto di vista urbanistico ‘Parchi territoriali’ e ciò consentirà, da un lato, di preservarne l’integrità e la bellezza e, dall’altro, di favorire in collaborazione con i privati proprietari e le associazioni del territorio, la fruizione collettiva e lo sviluppo di una ulteriore valorizzazione”.

Al termine dell’iter istituzionale la proposta del piano strutturale intercomunale sarà illustrata e condivisa con la cittadinanza e tutti i soggetti interessati che, oltre ai contributi già inviati, dopo l’adozione potranno presentare osservazioni.

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